Domenica, 14 Luglio 2024
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Si è concluso il Festival del cinema archeologico, ecco i vincitori

Anche quest’anno un pubblico numeroso ha seguito con grande interesse, nelle serate tra l’11 ed il 13 luglio, i filmati proposti dalla rassegna, presentati da Dario Di Blasi

Si è concluso venerdì sera, sotto il Tempio di Giunone, con l’assegnazione dei premi Valle dei Templi e Città di Agrigento, il Festival del Cinema Archeologico, giunto al prestigioso traguardo della 15esima edizione, realizzata in collaborazione con Archeofilm di Firenze e la Rivista Archeologia Viva,

Anche quest’anno un pubblico numeroso di appassionati ha seguito con grande interesse, nelle serate tra l’11 ed il 13 luglio, i filmati proposti dalla rassegna, presentati da Dario Di Blasi.

La giuria, a titolo gratuito, composta dall’avvocato Gaetano Caponnetto, dal dottor Giuseppe Presti, dall’archeologa  Domenica Gullì, dal dottor Antonio Barone e dall’archeologa Giorgia Moscato, ha assegnato il premio al filmato francese "Il profumo ritrovato", avventura nell’archeologia dei profumi, con la seguente motivazione: "Davvero interessante questo documentario che ci porta anche ad una riflessione della cura della bellezza delle donne nell’antichità. Interessantissima dunque la scoperta archeologica che pone così la donna in tutti i tempi in primo piano, come merita".

Una menzione speciale è stata assegnata al docufilm "L’occhio e la pietra", con questa motivazione: "Interessantissimo documentario che assume anche un valore scientifico. Riporta ai nostri giorni l’interesse per la  medicina da apprezzare soprattutto per il singolare studio compiuto, stupefacente collegamento tra la medicina moderna e quella greco-romana del primo secolo avanti Cristo".

Altra menzione è stata attribuita al filmato, che ha ricevuto anche il premio del pubblico, dal titolo "Indagini di profondità. Ci siamo tuffati nella luna", per la seguente motivazione: "Il documentario, di particolare interesse, è stato mirabilmente rappresentato in due distinti momenti storici: il primo, quello relativo al naufragio dell’imbarcazione e, l’altro quello della impresa tecnologica e scientifica relativa alla costruzione dei robot che hanno potuto recuperare i reperti custoditi nella nave. E’ davvero emozionante e di grande significato l’intento dell’uomo moderno diretto al reperimento delle opere del passato. Due momenti dunque quello storico e archeologico e quello tecnologico dell’umanità, entrambi orientati verso una unica direzione".

Sabato sera, poi, ha chiuso il festival una manifestazione originale dal titolo "Teodora. Una imperatrice fuori dagli sche(r)mi". Una scrittrice, Mariangela Galatea Vaglio, ed un regista, Diego Schiavo, hanno raccontato in modo spiritoso e brillante la storia di questa donna di umili origini che seppe arrivare con il suo fascino ai vertici del potere.

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