Come comprare una barca

I consigli per orientarsi nel mondo delle imbarcazioni e scegliere la più adatta alle nostre esigenze

Le motivazioni che ci spingono all’acquisto di una nuova imbarcazione sono, nella maggior parte dei casi, frutto di una spinta emotiva dettata dalla voglia di cominciare l’esperienza in mare, oppure, di ampliare i propri orizzonti di navigazione, di svolgere attività diverse come la pesca sportiva, desiderare una barca più adatta alla famiglia o molte altre ragioni che ognuno considera prima di cominciare la ricerca.

Comprare qualcosa che sappiamo sarà alla base del nostro piacere nel tempo libero e per giunta di valore economico importante, sicuramente gratifica e coinvolge in modo particolare. Per la maggior parte degli appassionati è un’esperienza percepita in modo più intenso di quando si acquista un’automobile per un motivo elementare: della barca si può fare a meno, dell’auto no, dunque, per  l'acquisto una barca la motivazione risiede in ragioni diverse da quelle di ordine pratico.

Stabilito che l’acquisto della barca rappresenta un momento nel quale emozioni e ragione sono messe a dura prova in un confronto senza esclusione di colpi, cerchiamo di individuare quali sono i punti da tenere sempre in mente.

Il primo consiglio da dare a chi intende acquistare una nuova barca è di rivolgersi a un broker nautico, magari della propria zona e che si conosce già. Sarà un prezioso supporto nella gestione di tutte le pratiche amministrative e saprà guidarvi verso un percorso razionale che farà del suo costo un vantaggio per voi.

Inoltre, mai acquistare una barca senza averla fatta periziare da un esperto del settore, non un amico che va in barca da tanto tempo, non un amico ingegnere che sebbene impegnato quotidianamente in edilizia sarà sicuramente in grado di capire se è un affare o meno e così via, ma un perito navale vero. Il suo costo, spesso ricavato da ulteriori fasi della trattativa, in realtà è un vantaggio incalcolabile quando scuote la testa per dire “meglio di no”. Inoltre, sarà prezioso per la trattativa, per darvi un’idea della rivendibilità, per anticiparvi quelli che riterrà essere dei lavori da eseguire dopo l’acquisto e per aiutarvi a capire quale sarà il reale impatto economico nella gestione

1. Defininire il proprio budget

Il budget deve tenere conto dei costi di esercizio su base annua, ai quali dovrai aggiungere quelli di carburante e manutenzioni ordinarie e straordinarie sulla base dell’utilizzo che intendi farne. Se si prevede di navigare tre mesi l’anno per esempio, occorre tenere presente i consumi. Tra una barca nuova e una usata di pari dimensioni e caratteristiche bisogna considerare che la prima avrà sì un costo maggiore di acquisto, ma costi di manutenzione inferiori rapportati all’età della barca usata.

2. Scegliere la barca giusta

La barca giusta è sempre l’ultima…neanche a dirlo, ma partiamo da quello che vogliamo farci non trascurando mai le necessità della famiglia, altrimenti diventa un’esperienza difficile da condividere e per questo goduta solo in modo parziale. Gli amanti della pesca sportiva si orienteranno verso barche più specifiche, ma il mercato offre tante opportunità capaci di combinare le esigenze delle battute di pesca più impegnative con quelle della famiglia, dunque spazi studiati e realizzati anche per questo.

A vela o a motore? Dipende ovviamente dalle esperienze precedenti, da cosa si intende fare con la barca, da chi si pensa sia in grado di condividere con noi l’esperienza in mare e altre considerazioni che è bene fare prima di acquistare una barca. Il mercato offre davvero di tutto, dalla vela più “tirata” per gli amanti delle prestazioni e delle regate ai motorsailer, scafi più voluminosi e confortevoli al loro interno con prestazioni veliche minori ma motore più potente. Poi ci sono i catamarani a vela o a motore, alternativa ai monocarena da cui derivano spazi all’aperto e al coperto molto ampi, prestazioni interessanti sia a vela sia a motore. Se l’esigenza è fare crociera a medio/lungo raggio, orienterai la tua scelta verso barche sicure  e sufficientemente voluminose per ospitare piacevolmente tutta la famiglia. Se si amano le battute di pesca nei fine settimana e il bagno con la famiglia sceglieremo un mezzo più compatto, gestibile e con attenzioni specifiche.

3. Consultare siti web specializzati nella vendita di imbarcazioni

Il modo migliore per cominciare a districarsi nel variegato mondo dell’offerta nautica è partire da una ricerca on line. Siti specializzati o le piattaforme degli stessi broker, offrono tante informazioni utili ed elementi di confronto. Non bisogna trascurare i siti delle aziende produttrici, perché su questi si possono trovare molte informazioni preziose a cominciare da quella che riguarda il mantenimento in gamma del modello da te scelto. Se non c’è più perché sostituito da un modello nuovo non è un problema, ma nella trattativa avrà un peso. Il mercato nautico dell’usato è molto dinamico, non bisogna scoraggiarsi se non si trova subito quello che si cerca; collegarsi ogni giorno sui siti di compravendita dell’usato e raffina di volta in volta la propria ricerca.

4. Visitare la barca se la barca è usata

Nessuno comprerebbe mai una barca usata al telefono o su carta. Per la stessa ragione però, non bisogna mai recarsi da soli o peggio con un amico eccitato dall’idea del nuovo acquisto a vedere la barca. In questo caso le cose che sfuggirebbero sarebbero più di quelle che si riuscirebbe a valutare concretamente. Ancora una volta il consiglio è quello di rivolgersi a un perito esperto del settore, perché lui conosce vizi e virtù di quello specifico modello e del periodo in cui è stato prodotto per esempio, dei motori, degli impianti e di tutto ciò che solo un esperto del settore che ogni giorno vive nei cantieri può valutare in modo realistico.

La fase successiva dell’analisi dello stato della barca nel dettaglio sarà condotta dal perito, il quale chiederà di poter valutare lo scafo a secco, per individuare eventuali problemi alle appendici immerse o allo scafo stesso. Il costo di alaggio e varo è normalmente a carico dell’acquirente, ma in trattativa si può prevedere che se l’affare andrà a buon fine sarà recuperato sul prezzo finale.

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