Il bollo per un'autovettura nuova: quanto costa e quando si paga?

Il bollo autovettura nuova si paga alla prima immatricolazione secondo le modalità prevista per corrispondere la tassa di possesso

Il bollo autovettura nuova si paga alla prima immatricolazione secondo le modalità prevista per corrispondere la tassa di possesso. Quando si acquista un’auto nuova, il proprietario deve tener conto degli oneri che gli spettano, derivanti dal possesso della vettura. In particolare, vi sono alcuni adempimenti da effettuare, al fine di regolarizzare la propria posizione rispetto agli enti preposti alla regolamentazione della circolazione. Un’auto nuova deve essere anzitutto immatricolata, ovvero iscritta la PRA (Pubblico Registro Automobilistico); in secondo luogo è necessario stipulare un contratto di assicurazione (RCA auto). Infine, affinché il veicolo sia autorizzato a circolare su strada, il proprietario deve provvedere al pagamento del bollo auto, ossia la tassa di possesso della vettura.

Vediamo di seguito cosa bisogna fare nel caso si acquisti una veicolo nuovo.

Quando bisogna pagare il bollo auto nuova

La tassa di possesso per l’auto nuova va pagata al momento dell’acquisto di una vettura presso un concessionario; il tributo deve essere corrisposto anche nel caso di prima immatricolazione di una vettura a km zero. In entrambi in casi, l’auto viene acquistata presso un concessionario o un rivenditore autorizzato; quando si compra una vettura da un privato, infatti, il mezzo dovrebbe essere già immatricolata, ovvero già registrata nel Pubblico Registro Automobilistico. Stesso discorso vale per le vetture d’importazione; se queste non devono circolare solo momentaneamente in Italia, va fatta una “prima immatricolazione” nel nostro paese, dopo la cancellazione della registrazione del veicolo nel registro di competenza del paese di provenienza. Per tanto, in generale, il bollo prima immatricolazione va pagato ogni qual volta un veicolo viene registrato al PRA.

Termini di pagamento: scadenze e frazionamento bollo auto

In generale, la prima tassa va pagata entro un mese dall’immatricolazione del veicolo. Nel caso in cui la registrazione al PRA cada in uno degli ultimi giorni del mese, la scadenza del bollo slitta all’ultimo giorno del mese successivo. Esempio: un veicolo viene acquistato il 26 ottobre e immatricolato tra il 27 ottobre e il 26 novembre, avrà il bollo in scadenza il 30 novembre. Nonostante tale deroga, però, il proprietario del veicolo è tenuto a pagare l’intero mese. Fanno eccezione i veicoli immatricolati in Lombardia e Piemonte; in queste regioni il pagamento deve essere effettuato entro l’ultimo giorno del mese successivo a quello dell’immatricolazione. I termini di pagamento del bollo variano leggermente secondo un parametro ben preciso, ovvero la potenza del motore: per i veicoli di potenza superiore ai 35 kW, il primo bollo deve essere pagato per un periodo pari o superiore a 8 mesi di validità o comunque fino al prime termine di scadenza (aprile, agosto o dicembre); per i veicoli di potenza pari a 35 kW, il primo bollo deve essere pagato per almeno sei mesi e comunque fino alla scadenza di gennaio o luglio. Questi parametri vengono applicato solo alla tassa di possesso per le autovetture; per le altre categorie di veicoli, pur soggetti al pagamento de tributo, sono soggetti a regolamentazioni differenti.

Per quanto riguarda i termini di pagamento in relazione alla scadenza del bollo è necessario menzionare anche la cosiddetta “regola del frazionamento“. In sostanza, è possibile che l’auto sia stata immatricolata in un mese diverso da uno di quelli previsti dall’ente per la riscossione dell’imposta; in tal caso, si verifica una sorta di “disavanzo” che è possibile colmare secondo la regola del frazionamento. La quota annuale della tassa automobilistica viene moltiplicata per le mensilità “in eccesso” e divisa per dodici, in modo tale da ottenere l’importo parziale per pagare l’imposta dovuta nei mesi “dispari” tra quello di immatricolazione e quello di scadenza: in molte regioni, come detto, il bollo può essere pagato ad aprile, agosto e dicembre (per quanto concerne gli autoveicoli). Ad ogni modo, è bene fare riferimento alla normativa della singola regione presso la quale il veicolo è immatricolato perché le modalità di esazione del tributo possono variare.

Come pagare il primo bollo auto

 Il versamento dell’importo del bollo per la prima immatricolazione può essere effettuato in diversi modi: presso una delle tante delegazioni ACI presenti sul territorio (sul sito ufficiale dell’ACI è possibile reperire l’indirizzo della delegazione più vicina alla propria residenza); in tal caso, all’importo del bollo va aggiunta una tariffa di operazione pari a 2.37 euro; presso una qualsiasi agenzia di pratiche auto; presso un ufficio postale mediante il pagamento online effettuabile allo sportello; tramite internet banking e gli sportelli ATM degli istituti bancari che offrono questo tipo di servizio; il servizio di pagamento offerto dal sito dell’ACI (bollonet); il sito Telepass; le tabaccherie autorizzate.

Calcolo dell’imposta e agevolazioni per il bollo di prima immatricolazione

L’importo del bollo viene determinato sulla base della potenza effettiva sviluppata dal sistema di propulsione del veicolo. Tale dato, espresso in kW, è quello riportato sulla carta di circolazione; in assenza di tale indicazione si può fare riferimento al dato equivalente riportato in cavalli (CV). A partire dal 2007 è stato introdotto un regime di tassazione differenziato a seconda dell’omologazione del motore in base alla produzione di emissioni inquinanti. Nel 2012 è stata introdotta l’addizionale erariale per i veicoli la cui potenza supera i 185 kW (meglio nota come “superbollo”) che prevede un costo di 20 euro per ogni kW eccedente. Tale addizionale si riduce ogni cinque anni fino all’esenzione che scatta dopo i vent’anni dalla costruzione del veicolo. Per ciò che concerne le agevolazioni, ossia forti riduzioni sull’importo del bollo su di un’autovettura nuova, molte Regioni introducono questo tipo di benefit per particolari tipi di veicoli, come ad esempio quelli ad alimentazione alternativa (ibrida, elettrica, gas, metano) in modo tale da incentivare il rinnovamento del parco auto e, di conseguenza, ridurre l’inquinamento atmosferico provocato dagli scarichi dei motori a combustione interna. Anche in tal caso, le disposizioni normative variano da una Regione all’altra, poiché è l’ente che riscuote la tassa a poter introdurre questo genere di misure.
 

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