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Domenica, 22 Maggio 2022
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Lsu allo stremo, Usb diffida e mette in mora le cooperative

Nota- Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di AgrigentoNotizie

Agli Lsu di Agrigento, Messina, Caltanissetta, Enna, Palermo e Catania non bastavano la banca ore, i permessi non retribuiti e le ferie forzate. Ora il baricentro "vittimale" si sposta nei cosiddetti fondi di solidarietà, i famosi Fis, disciplinati dagli articoli 26 e seguenti del decreto legislativo 14 settembre 2015, n. 148 i quali forniscono strumenti di sostegno al reddito in caso di sospensione o cessazione dell'attività lavorativa dei lavoratori dipendenti di aziende appartenenti a settori non coperti dalla normativa in materia d'integrazione salariale.

Il Fondo d'Integrazione Salariale, disciplinato dal decreto interministeriale 3 febbraio 2016, n. 94343 pubblicato in Gazzetta Ufficiale 30 marzo 2016, n. 74 nasce dall'adeguamento, a decorrere dal 1° gennaio 2016, del fondo di solidarietà residuale alle disposizioni del d.lgs. 148/2015, non ha personalità giuridica, costituisce una gestione dell'Inps e gode di gestione finanziaria e patrimoniale autonoma. Le prestazioni del FIS spettano ai lavoratori con contratto di lavoro subordinato, compresi gli apprendisti con contratto di lavoro professionalizzante e con esclusione dei dirigenti e dei lavoratori a domicilio.

La misura della prestazione, sia per l'assegno di solidarietà che per l'assegno ordinario, è fissata nell'80% della retribuzione globale che sarebbe spettata al lavoratore per le ore di lavoro non prestate, comprese tra le ore zero e il limite dell'orario contrattuale.Il pagamento delle prestazioni è effettuato dal datore di lavoro, nei confronti dei dipendenti aventi diritto, alla fine di ogni periodo di paga e rimborsato dall'INPS al datore di lavoro o da questo conguagliato sulla base delle norme per il conguaglio tra contributi dovuti e prestazioni corrisposte.

Tutto chiaro? Non per i lavoratori che a seguito di un sit-in presso l'Inps Regionale si sono sentiti dire dal direttore che della Fis non c'è traccia. Ma come, perché, cosa è successo? Semplice - riferisce gentilmente il direttore - con al seguito alcuni funzionari, evidentemente è stato inserito da parte della Cooperativa un codice che non è consono alla programmazione del "via" al pagamento. Forse le richieste sono ancora a Roma, a Bologna, al nord.

Se dovessero correggere la modalità di invio,quindi a partire da ora, l'Inps regionale, con tutti i Fis da pagare,(circa 400 aziende ultima Almaviva) - e poi parliamo di lotta all disoccupazione- impiegherebbe "secoli". Da qui la decisione di affidare agli uffici legali Usb di formulare una diffida e messa in mora delle Cooperative, imponendo loro il pagamento diretto ai lavoratori

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