"Alternanza scuola-lavoro", firmata la convenzione fra Parco archeologico e istituto Odierna di Palma di Montechiaro

Per approfondire le conoscenze sul patrimonio artistico ed architettonico saranno coinvolti 80 studenti

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di AgrigentoNotizie

Il direttore del Parco archeologico, Giuseppe Parello, e il dirigente scolastico Patrizia Marino, in presenza del referente Rosario Vaccaro e dell'archeologa Valentina Cammineci, hanno firmato la convenzione per la realizzazione di un progetto di "Alternanza Scuola Lavoro" che coinvolgerà 80 alunni delle classi terze e quarte dell'I.I.S. "G. B. Odierna" di Palma di Montechiaro.

Il progetto del liceo Scientifico Odierna. "L'alternanza scuola-lavoro per approfondire la conoscenza del patrimonio artistico, architettonico del territorio e per la tutela dell'ambiente", nasce con la finalità di far acquisire agli alunni competenze specifiche spendibili nel mondo del lavoro, come la comunicazione culturale e la didattica dei beni culturali.

Una nuova riflessione scientifica sulla topografia di Agrigento ellenistica si deve alle ricerche che, in accordo con il Parco della Valle, condotte dal Parco della Valle dei Templi insieme al Politecnico di Bari e l'Università di Catania. Si tratta senza dubbio dell'esperienza più significativa nell'ambito delle indagini condotte nell'area monumentale centrale della città, che contribuisce fattivamente all'arricchimento del patrimonio di conoscenze sulla città antica.

A questo approccio metodologico si deve l'identificazione dell'area del teatro della città, dove sono stati aperti alcuni saggi lungo il perimetro della struttura. Si tratterebbe di un koilon/cavea dal diametro di circa 100 m che ad Est, delimitato dal tracciato del Cardo 1. Nella porzione nord le strutture di terrazzamento radiali che definivano la forma circolare dell'edificio, sono configurate su due ordini. Il teatro, quindi, era realizzato, nella parte più alta, poggiando parzialmente sul banco di roccia naturale e in parte sopraelevato su queste strutture di sostruzione, che ritroviamo a livello di fondazione, sul cui elevato poggiavano le gradinate dell'edificio, secondo un uso ben attestato in Occidente, basti pensare a Tegea, o ai confronti strettamente rispondenti di Solunto e Segesta. La parte alta del Teatro doveva essere in comunicazione con il sistema di terrazze retrostante, attraverso accessi in quota, uno dei quali è stato identificato.

Più a Sud sono stati aperti due saggi con la finalità di verificare l'esistenza dei muri di delimitazione e contenimento della struttura teatrale, gli analemmata. Nel saggio Occidentale è emerso un muro spesso oltre un metro e trenta, in grandi blocchi, al di sotto del quale passa una canalizzazione per lo scolo delle acque reflue della parte alta del teatro.

Il Teatro costituisce la quinta monumentale, nonché il punto di vista privilegiato e accuratamente studiato, con cui l'area pubblica dell'agorà si affacciava verso la Valle dei Templi. Questa grande piazza si configura come una delle più ampie del mondo antico con una superficie totale di circa 50.000 m2, uguagliando quella di Atene.

Per quanto riguarda la cronologia, da una prima analisi, sembra attestarsi nell'ambito del III secolo avanzato, periodo di grande trasformazione sociale e politica della Sicilia, che coincide con l'arrivo dei Romani.

La metodologia di indagine non è il solo aspetto di novità di questa importante scoperta. La comunità è stata coinvolta nella ricerca in vario modo, non solo attraverso i media, ma anche con l'esperienza del cantiere aperto, che permette al pubblico di seguire da vicino gli scavi archeologici, mentre ogni giorno in diretta facebook si raccontano le novità. Ma questo scavo si è trasformato anche in una straordinaria opportunità formativa e in un emozionante incontro con il patrimonio culturale e la storia per gli studenti degli Istituti Superiori, mpegnati nei progetti di alternanza scuola lavoro, che affiancano gli archeologi nello scavo, nel lavaggio e sistemazione dei reperti.

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