Guida Michelin 2020: ecco i ristoranti dell'agrigentino

Tra riconfermati e new-entry sono ben 7 i ristoranti della provincia recensiti dalla guida

Nella guida Michelin 2020 si riconfermano ben 7 ristoranti della provincia di Agrigento, tra cui un pluristellato.

Ecco a voi i nomi eccellenti consigliati dalla famosa guida rossa e le sue recensioni:

Re di Girgenti: Solo etichette regionali nella carta dei vini, ma anche la cucina non si scosta dall'isola, in questo locale giovane e alla moda, che osa giocare con un look molto personale. La magia della vista sui templi ha pochi eguali.

La terrazza degli dei: Se la fama di Agrigento è quasi esclusivamente legata alla zona archeologica, vale invece la pena di scoprire anche la sua tavola. A La terrazza degli Dei, la vista si posa sul tempio della Concordia e sulla valle dei Templi, mentre vini isolani e piatti locali - reinterpretati in chiave fantasiosa - intrattengono l’ospite. In alternativa, a pranzo, c'è anche una carta light.

Osteria ex panificio: l'originale sala vi ricorderà che effettivamente di un ex panificio si tratta, ma con il bel tempo molti clienti scelgono di mangiare all'aperto, tra i palazzi del centro e a pochi metri da un suggestivo belvedere. La cucina oscilla tra terra e mare, ma è sempre attenta alle tradizioni siciliane. Specialità: spaghetti chitarra ai ricci, ricciola alla norma, cous cous di pistacchio.

La Scogliera (Siculiana Marina): ristorantino a conduzione familiare con una bella terrazza affacciata sul mare. Una risorsa ideale per apprezzare appetitose preparazioni a base di pesce freschissimo.

Capitolo Primo (Montallegro); un angolo di amena familiarità in un anonimo vicolo del centro: protagonista è una coppia che mettendo a frutto la propria esperienza internazionale propone piatti siciliani (ottimo il filetto di tonno su insalatina di cous cous aromatica), nonché ospitalità di ottima qualità. La sala e le camere evidenziano un eccellente gusto.

La Madia (Licata): la memoria è l'ingrediente segreto di piatti che raccontano una storia, sostiene Cuttaia. La nostalgia emotiva della sua cucina è fortissima, ma anche la ricerca e l'innovazione; uno straordinario lavoro che parte dai prodotti, li trasforma per giungere alla loro essenza, spesso con risultati di grande originalità.

L’oste e sacrestano (Licata): un piccolo ristorante accogliente a denominazione di origine siciliana; a darvi il benvenuto Chiara, ai fornelli invece Peppe da cui farvi consigliare per un percorso fra rivisitazione e tradizione.

Ma come leggere la mitica guida?

Ecco anche la facile legenda per interpretare al meglio le indicazioni forniteci dai gastronomi che hanno recensito i ristoranti:

Una stella: indica una cucina ottima e consiglia ai viaggiatori di fare una tappa.

Due stelle: indicano una cucina eccellente e consigliano di fare una deviazione dal proprio itinerario.

Tre stelle: è il segno del primato della cucina in quel Paese. Il consiglio è di pianificare un viaggio per assaggiarla.

Ricordatevi inoltre, che la Michelin premia le performance del piatto. La prova è una prova a tavola e non una prova posate e bicchieri ed il voto è il riassunto dei 5 criteri:

  1. qualità del prodotto
  2. tecnica
  3. personalità dello chef
  4. rapporto qualità prezzo
  5. regolarità

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