Domenica, 1 Agosto 2021
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Dagli ipogei al teatro Ellenistico, 3 week end con "Le vie dei tesori" per recuperare memoria, orgoglio e senso di identità

Il direttore del Parco archeologico, Giuseppe Parello: "Quest’anno introduciamo le terme, appena scoperte, e sarà un itinerario assolutamente inedito, concentrato nell’area dell’antica agorà"

L’anno scorso è stato un progetto pilota: estendere a quattro città siciliane, la meravigliosa ricchezza de "Le vie dei tesori", il festival che da dodici anni apre e racconta decine e decine di siti inediti a Palermo, visitabili con un unico coupon. Agrigento – con Caltanissetta, Messina, Siracusa - ha risposto in maniera straordinaria: in due weekend (anche se il secondo funestato dal maltempo) ha raccolto 4.500 visitatori, spalmati tra chiese monumentali, ipogei, musei, biblioteche e siti archeologici.

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Quest’anno si replica e il festival arriva in tutta la Sicilia con tappe anche Trapani, Ragusa, Modica, Scicli, tutte nei weekend tra il 14 e il 30 settembre; poi i tradizionali 5 weekend a Palermo (dal 5 ottobre al 4 novembre) e infine Catania (dal 19 ottobre al 4 novembre). Di fatto, la Sicilia diventa un unico museo diffuso, suddiviso per province, ognuna padrona delle sue bellissime diversità. E un nuovo progetto-pilota, stavolta in Nord Italia.

Agrigento vara quindi la nuova edizione: 3 week end, 17 luoghi (tutti ad 1 euro) molte sorprese, anche di livello nazionale, sempre con il supporto del Comune.

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“Questa iniziativa può colpire nel segno se ha l’apporto di tutti e ognuno cede qualcosa per il bene comune – ha spiegato Marcello Barbaro, vicepresidente dell’associazione 'Vie dei Tesori', intervenuto alla conferenza stampa al museo Diocesano, condotta da padre Giuseppe Pontillo - . A Palermo, 'Le vie dei tesori' hanno riunito attorno ad un tavolo, enti pubblici e imprenditori privati. Speriamo che questo modello possa raggiungere l’intera Sicilia”.

“Il Comune è pronto ad aprire i suoi tesori nella convinzione comune che appartengano a tutti; spesso gli stessi agrigentini non conoscono alcuni siti bellissimi del centro storico: è il momento che li scoprano”, sottolinea l’assessore comunale al centro storico Antonino Amato. “I monumenti e i siti di Agrigento sono tutti sottoposti a monitoraggio e cerchiamo di renderli il più possibile accessibili. Manifestazioni come questa sono un’ulteriore finestra sulla città - interviene la soprintendente Gabriella Costantino. “L’anno scorso la Valle dei Templi ha aperto due luoghi e uno, il teatro Ellenistico, è stato poi immesso nei circuito di visita – comunica il direttore del Parco, Giuseppe Parello - . Quest’anno introduciamo le terme, appena scoperte, e sarà un itinerario assolutamente inedito, concentrato nell’area dell’antica agorà”.

Per conoscere Agrigento bisogna partire dalle viscere, da quegli ipogei che raccontano più di un libro di storia: e quando si ritorna alla luce, ci si deve perdere tra le chiese monumentali e quelle più recondite, per poi incamminarsi verso la Valle, imponente, magnifica, per rivedere i templi che sono lì a guardia da centinaia di anni. “La più bella città dei mortali”, a sentire Pindaro, con un’agorà da 50mila metri quadrati seconda solo a quella di Atene. L’antica Akragas deve necessariamente fare i conti con il tempo. E la storia, visto che non può e non deve dimenticare gli “stupri” che ha subito a colpi di colate di cemento. Partire dalle viscere, dunque, dall’ipogeo dell’Acqua amara, vivo sotto il Teatro Pirandello. E proprio seguendo le tracce del drammaturgo, ecco che si scopre un crocifisso ligneo detto del “Signore della Nave” da cui prese il nome la celebre Sagra del dramma omonimo; mentre la novella “La madonnina” è ambientata nella chiesetta di san Pietro, tornata alla vita dopo 50 anni di abbandono. Agrigento sta nella memoria del Rabato, il quartiere arabo – qui è la chiesa di Santa Caterina -, mentre per ritrovare la cinta medievale bisogna raggiungere Santa Maria dei Greci dove sarà eccezionalmente visitabile il crepidoma (la piattaforma a gradini) appena scoperta, con la cripta e il colatoio. Si potranno cercare le tracce delle monache cistercensi alla Badia Grande o ricordare la storia del Palazzo della Provincia. Agrigento barocca è di una bellezza senza fine: a partire dalla nascosta Biblioteca Lucchesiana che accoglie i suoi 60mila preziosi volumi (manoscritti, incunaboli, testi arabi e codici miniati) tra le volute del Marvuglia. Poi la “concattedrale” di San Domenico o San Lorenzo, che è un tripudio di stucchi: guardate a vista da San Gerlando, fragile gigante e tesoro ferito.

Non può mancare la Valle dei Templi: ma con un occhio particolare, visto che sarà possibile visitare per la prima volta in assoluto le terme romane, scoperte nel quartiere ellenistico; senza dimenticare gli scavi al teatro Ellenistico, aperto sul mare, che di giorno in giorno riserva nuove sorprese e non solo per gli archeologi che hanno portato alla luce i primi gradoni.

Agrigento vuole fermamente rinascere: e "Le vie dei tesori" tornano per il secondo anno per recuperare memoria, orgoglio, senso di identità. I luoghi saranno aperti in quella maniera inedita che è ormai il segno distintivo del festival palermitano, ovvero uno storytelling approfondito, affidato a guide e volontari.

Passeggiata

Sulle orme dei Chiaramonte. A fianco del programma di visite, è anche possibile partecipare - domenica 30 settembre, alle 10.30 - ad una passeggiata chiaramontana per rievocare, attraverso i luoghi, alcuni personaggi della storia trecentesca agrigentina, arricchiti da insoliti racconti della loro quotidianità. Come la nobildonna Markisia Prefolio e il suo matrimonio con il francese Federico I Chiaramonte, e nascita del Monastero cistercense di Santo Spirito. O il loro figlio, il valoroso Manfredi, che fece nascere lo Steri, a Palermo, e riedificò ad Agrigento la chiesetta di San Giorgio, dove si concluderà la passeggiata.    

Domenica 30 settembre, ore 10.30 | Durata: 2 ore | Raduno: Porta di Ponte

Contributo: 5 euro

Il festival "Le vie dei tesori" è supportato dagli assessorati regionali al Turismo e ai Beni Culturali e all’Identità Siciliana ed è stato inserito nell’Anno Europeo del Patrimonio Culturale. E’ parte integrante del programma di Palermo Capitale Italiana della Cultura 2018, sin dalla presentazione del dossier di candidatura, ed è partner di Manifesta12. Nel 2016 e nel 2017 il festival ha ricevuto le medaglia di rappresentanza della Presidenza della Repubblica oltre che il patrocinio del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo, il patrocinio del Senato della Repubblica, il patrocinio della Camera dei Deputati. Quest’anno ha avuto la medaglia di rappresentanza del Senato della Repubblica.

Come partecipare 

Tutti i coupon si trovano online sul sito www.leviedeitesori.it

10 visite 10 euro | 4 visite 5 euro | 1 visita 2 euro

Tutti i coupon si possono acquistare anche al Museo Diocesano; mentre in tutti gli altri luoghi sono disponibili solo i  coupon singoli. Info: 091 842 01 04, tutti i giorni dalle 10 alle 18. Per le visite nei luoghi non occorre prenotare. Basta acquisire il coupon per l’ingresso con visita guidata sul sito www.leviedeitesori.it e presentarsi all’ingresso dei luoghi. Un coupon da 10 euro è valido per 10 visite; un coupon da 5 euro è valido per 4 visite, un coupon da 2 euro è valido per un singolo ingresso a scelta.

A tutti coloro che acquisiranno i coupon verrà inviata una mail con un tagliando dotato di un codice QR. La pagina contenente il codice dovrà essere stampata e mostrata all’ingresso dei luoghi. Chi vorrà, potrà fare a meno di stamparla e mostrarla sul proprio smartphone o tablet. Il coupon da 10 o 4 visite non è personale. È possibile quindi stamparlo in più copie, in modo che possa essere utilizzato contemporaneamente da più persone in diversi luoghi, fino a esaurimento del suo valore. Per chi è sprovvisto del coupon elettronico saranno disponibili nei diversi luoghi, soltanto ticket da 2 euro. Le scuole che volessero stabilire data e orario della visita, possono scrivere a prenotazioni@leviedeitesori.it
 

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