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(foto L'Amico del Popolo)

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Successo per la notte bianca nel centro storico di Agrigento

la gente ha invaso i vicoli, i cortili e le “straduzze” del centro storico ed i vari spazi previsti: quelli culturali con il Museo diocesano, la Cattedrale e la torre campanaria; Santa Maria dei Greci e lo spazio espositivo con la mostra fotografica

Grande successo sabato sera tra le vie del centro storico di Agrigento in occasione della festa estiva di San Gerlando e della relativa notte bianca, organizzata dalla parrocchia Cattedrale in collaborazione con diverse associazioni cittadine. Lo scorso Sabato sera, dalle 21 in poi, la gente ha invaso i vicoli, i cortili e le “straduzze” del centro storico ed i vari spazi previsti: quelli culturali con il Museo diocesano, la Cattedrale e la torre campanaria; Santa Maria dei Greci e lo spazio espositivo con la mostra fotografica a cura della Soprintendenza di Agrigento di Angelo Pitrone “I luoghi del romanzo”; il Museo etnoantropologico Muetàn e lo spazio culturale Funduk.

Lo spazio architettonico dentro l'ex museo Minissi a cura delle associazioni "Nonsostare" e "Labmura", i volontari hanno offerto ai visitatori momenti di riflessione, proiezioni e installazioni sulla storia del Minissi. 

Non poteva mancare, poi, lo spazio musicale con diverse band che si sono alternate con musica dal vivo in via Raccomandata a cura delle associazioni onlus "Pani cà musica", "Armonia sociale", "Luce", "Focus group", "Centro antiviolenza e stalking".

Molto apprezzati gli spazi gastronomici a chianu Magasiné, via santa Maria dei Greci, piazza Duomo, con il "cibo di strada" (arancine, pane con la salsiccia, sarde, panelle, vino, grattatella…).

Nello spazio artistico, allestito davanti la Cattedrale, è stata lanciata l’iniziativa "Walk in progress! Ci metto la scarpa" a cura di Giampaolo Riolo e Gaetano Vella: "Una iniziativa - spiegano gli ideatori - che ha l’obiettivo di combattere l’indifferenza, smuovere le coscienze, al fine di diffondere tra tutti i cittadini una sensibilità attiva intorno alle problematiche che interessano la città e nel caso specifico della cattedrale chiusa da 3 anni. L’opera d’arte diventa mezzo per favorire la nascita di uno stabile processo virtuoso di amore per la propria terra".

Non è mancato anche lo spazio del silenzio, uno spazio dedicato all’adorazione ed alla preghiera nella chiesetta Sant’Antonio (difronte all’ex Istituto Schifano).

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