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Mario Cantarella

Mario Cantarella

Premio Fam giovani 2014, l'artista Mario Cantarella

Sono trentatrè i giovani in concorso. Talentuosi e fantasiosi, ma anche pieni di voglia di emergere. Conosciamo meglio il 29enne Cantarella

Trentatrè artisti in concorso, per il primo "Premio Fam giovani per le arti visive". Giovani, talentuosi e anche tecnologici. Conosciamo meglio, il 29enne Mario Cantarella.

- Su che cosa verte la tua ricerca?

"Non c'è punto o una tematica specifica, mi piace spaziare nei contenuti e nei mezzi cercando di coinvolgere in qualche modo lo spettatore. Per me è noioso focalizzarmi su un solo modo di operare, amo la combinazione e l’interazione dei linguaggi tra loro indistintamente realizzo opere a carattere concettuale o figurative, performance o happening. Nella produzione di ogni nuovo lavoro c’è sempre un alternato scambio tra prendere, dare e avere: l’idea può nascere da una lettura, una foto, un confronto, un pensiero o quant’altro possa attrarre la mia attenzione e deve darmi piacere e soddisfazione fino a quando l’opera non è conclusa".


- Questa prima edizione del Premio Fam Giovani ha voluto mettere a fuoco la generazione di siciliani under 35. Tu cosa pensi dell’attuale scena artistica in Sicilia?

"Da sempre la Sicilia è stata terra fertile per l’arte, ma a volte capita che il frutto di un albero non venga raccolto da chi vive il terreno dove esso è nato. Questa metafora per dire che: si tratti di cultura dell’arte come anche d’interessi di mercato, fino a qualche tempo fa un giovane artista che avesse avuto l'intenzione di lavorare in modo anticonvenzionale con mezzi e metodi di rappresentazione ritenuti aberranti, era costretto per affermarsi ad andarsene lontano da quella terra abituata ad opere dal carattere preconfezionato e dove agli eventi e alle manifestazioni culturali indirizzate al 'nuovo' si faceva terra bruciata attorno per impedirne ogni sviluppo. La cultura dell’arte in Sicilia, oggi fortunatamente offre buone opportunità agli artisti e buoni sono i propositi per la crescita culturale di un territorio, svariate le realtà atte alla promozione dell'arte contemporanea; musei, gallerie, fondazioni come anche critici, curatori e collezionisti, investono sui giovani artisti e le nuove produzioni. Le Fam con questo premio rivolto a noi sta a testimoniare proprio la buona volontà del sistema artistico siciliano che al passo con il resto d'Italia si apre all'Europa, ed è per me un piacere incontrami e confrontarmi con altri conterranei, volti nuovi e altri già conosciuti, in questa prima e spero non ultima edizione della splendida iniziativa alle Fabbriche Chiaramontane".

- Si parla spesso del ruolo sociale dell’Arte contemporanea. Qual è la tua idea a riguardo?

"Se nell'era del 2.0 tutto sembra essere diventato alla portata di tutti, anche l'arte deve avvicinarsi sempre più alla gente, svincolarsi da sistemi ossessivi di mercato ed elitari, diventare aperta, accessibile, chiara, educativa ed essere soprattutto testimone del suo tempo".

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