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I ragazzi di "Vivere Polo Agrigento" non si fermano

Il movimento agrigentino, tramite nota stampa, fa sapere che nei prossimi giorni, si organizzeranno due importanti eventi. "Hanno intrapreso una serie di iniziative con impegno e soprattutto serietà cosa che tante volte non ci si aspetta da ragazzi così giovani" - ha detto la portavoce Claudia Badalamenti

Tornano a fare rumore i ragazzi del Polo universitario di Agrigento. Il movimento "Vivere Polo Agrigento" tramite nota stampa fa sapere che nei prossimi giorni, si organizzeranno due importanti eventi ." Hanno intrapreso una serie di iniziative con impegno e soprattutto serietà cosa che tante volte non ci si aspetta da ragazzi così giovani - ha detto la portavoce Claudia Badalamenti. "Invece la loro azione mirata alla sensibilizzazione della nostra città e dell'intera Provincia, sulla sorte del Polo Universitario non può essere altro che lodevole e per questo, riscuote ottimi risultati a gratifica di tutto il lavoro che c'è dietro. Molti di loro - spiega - hanno anche posticipato qualche esame, con la consapevolezza che se il Polo chiude, non potranno esserci più lezioni nè tantomeno esami da sostenere. Tutti noi siamo invitati a sostenere le iniziative in itinere facendo la nostra parte e cosa più importante a non lasciare  soli questi ragazzi che oltre al tempo, ci stanno mettendo pure il cuore.

Venerdì 30 gennaio alle  21, presso il locale "Pani ca' musica" si terrà una serata organizzata dai ragazzi dell'associazione studentesca "Vivere Polo Agrigento", che mira a sensibilizzare la famiglie e i ragazzi agrigentini verso la scongiurata chiusura del Polo. Sarà quindi allestito un banchetto per la raccolta delle firme, all'interno del locale, in via Raccomandata n. 50, ad Agrigento.  "Una massiccia partecipazione - fa sapere la portavoce di 'Vivere Polo Agrigento' da parte degli agrigentini, alla serata di stasera, 30 gennaio e successivamente all'Assemblea Generale che si terrà lunedì 2 febbraio alle 10.30 presso l'Auditorium " Rosario Livatino" presso la sede di via Quartararo n. 6, sarebbe la giusta risposta perchè non venga perso un bene collettivo, quale la nostra università e il diritto allo studio ed alla formazione".

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