Mostre, l'artista agrigentino Gaetano Vella al museo di Vigevano

"Non mi conoscevo affatto, non avevo per me alcuna realtà mia propria, ero in uno stato come di illusione continua, quasi fluido, malleabile; mi conoscevano gli altri, ciascuno a suo modo, secondo la realtà che m'avevano data; cioé vedevano in me ciascuno un Moscarda che non ero io non essendo io propriamente nessuno per me: tanti Moscarda quanti essi erano".

In queste poche parole di Pirandello, potrebbe essere racchiuso il significato di questa personale di un artista giovane di animo profondo e raffinato. Forse per una comune provenienza, entrambi gli artisti sono affascinati dall’animo umano e dalle sfumature che esso riesce ad impersonare, nascondendo spesso la realtà più pura. Uno, nessuno e centomila credo sia l’opera che più si avvicina all’analisi di questa mostra: apparentemente la scarpa potrebbe essere legata ad un unico soggetto, come potrebbe non appartenere a nessuno, ma come anche a chiunque. Questa estrema ampiezza di sfaccettature rimanda alla volontà di sfuggire, tipica dell’essere umano, un gioco in cui non ci si vuole mostrare, ma nascondere dietro maschere ben salde o, in questo caso, dentro scarpe.

Guardando queste opere sorge spontanea una riflessione su ciò che un ritratto rappresenta: in esso si instaura un legame profondo e inestricabile tra il soggetto e l’artista. Quest’ultimo compie un’azione fondamentale, quella di attribuire una propria sensazione ai tratti del soggetto che ha davanti. Per fare ciò l’artista si appropria dell’espressione e del carattere per trasferire il tutto dal soggetto all’oggetto. L’opera diviene così specchio di una relazione misteriosa ed eterna tra i due, che gli spettatori potranno sfiorare, ma mai possedere definitivamente. La peculiarità di questi ritratti risiede nel soggetto: la scarpa. 

Oltre ai gesti, alle espressioni e alla mimica facciale anche le scarpe sono indicatori della personalità ed entrano in gioco nel linguaggio non verbale. Le scarpe rappresentano un’estensione del sé; dalle scarpe indossate da una persona si possono dedurre aspetti, non solo del suo status, ma soprattutto tratti psicologici, tendenze e politiche oltre a modalità relazionali. 

A rimarcare ancor di più l’unicità dell’individuo, in queste opere è sempre ritratta una scarpa e non due, non un paio ma un mezzo paio. 
Ognuno di noi riflette, infatti, solo parte della propria personalità in tutto quello che indossa, ma soprattutto nelle scarpe. 
Le scarpe che l’artista incontra, trova e ritrae, riflettono pienamente la personalità di chi le ha indossate, ma solo per quello che il soggetto intende mostrare di sé. 

CIVICO8galleria intende presentare questo artista all’interno degli spazi del Museo Internazionale della Calzatura “P.Bertolini” poiché crede fortemente nel valore di tradizione e attaccamento che la scarpa ricopre per l’intera città. Con il percorso proposto da questo giovane artista, la scarpa assume qui un valore intrinseco molto più profondo che quello di semplice oggetto legato alla moda, bensì si lega a tutti quegli aspetti psicologici e intimi caratterizzanti della persona che la indossa.

Come specificato dall’artista stesso, mezzo paio sta ad indicare proprio quella forma di protezione di cui tutti ci avvaliamo nella vita di ogni giorno: la scarpa è specchio della personalità, ma l’artista ne ritrae solo metà, a protezione di una parte più intima e personale che non sempre viene svelata. Le opere, ad olio, non sono di grande formato e, all’interno dei locali del Museo Internazionale della Calzatura “P. Bertolini”, potrebbero dar vita ad un’alternativa galleria di ritratti, in cui ogni singola tela racchiude il racconto di un’anima.La mostra rimarrà aperta  dal 9 maggio al 28 giugno 2015.

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