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Franco Mazzucchelli, lo scultore dell'aria al tempio di Giunone

Si è svolta nel Parco Archeologico e Paesaggistico della Valle dei Templi di Agrigento, la performance artistica dello scultore dell'aria Franco Mazzucchelli. L'artista ha realizzato due interventi ambientali: il primo è un'elica in polietilene a grande scala, ai piedi del Tempio di Giunone

Si è svolta nel Parco Archeologico e Paesaggistico della Valle dei Templi di Agrigento, la performance artistica dello scultore dell’aria Franco Mazzucchelli. L’artista ha realizzato due interventi ambientali: il primo è un’elica in polietilene a grande scala, ai piedi del Tempio di Giunone. Il secondo intervento, immerso tra uliveti e mandorli, era un percorso interamente attraversabile al fine di far vivere al visitatore un’esperienza sensoriale inedita.
 
Dopo le tappe in Francia, Olanda, Germania, Svizzera, Brasile e la partecipazione ad importanti eventi come la Biennale di Venezia del 1976, varie edizioni della Triennale di Milano, la 11esimo Quadriennale di Roma e numerosissime mostre personali e collettive con Munari, Boriani, Dadamaino, Bonalumi, Simeti, Ceroli, Aricò, Franco Mazzucchelli arriva nel cuore del centro storico agrigentino con circa ottanta opere, oltre a un’installazione all’interno del cortile delle Fabbriche Chiaramontane e una performance nella Valle dei Templi, ai piedi del Tempio di Giunone.
La mostra è a cura degli architetti Tonino Difazio e Linda Saporito, che da tempo operano nel campo dell’arte con l’associazione Cantieri delle Arti. Le opere di Mazzucchelli rimarranno esposte alla FAM fino al 15 luglio 2015.
 
ARIA NUOVA è un intervento ambientale dello scultore Franco Mazzucchelli, artista la cui ricerca verte in una direzione differente da quella di un normale scultore che lavora con materiali durevoli. Lui decide di scolpire l’aria: leggerezza e flessibilità, contro pesantezza e rigidità.
L’aria è infatti la materia con cui Mazzucchelli si confronta in tutta la sua attività, arte che non serve per durare nel tempo, ma che è destinata a disperdersi, come gli Abbandoni, poi definiti A.To.A, opere in pvc create e destinate a inserirsi e perdersi nell’ambiente per generare disturbi temporanei della percezione dello spazio. Le sue opere sono forma di ricerca “ambientale e sociale” sia perché interagiscono con lo spazio in cui vengono inserite, sia perché coinvolgono attivamente il fruitore. Le sculture di Mazzucchelli abbracciano larga parte del campo sensoriale, esse comunicano messaggi visivi e dinamici sia per l’impatto che hanno con il contesto in cui sono inseriti sia per i messaggi tattili trasmessi dal contatto con il materiale plastico. Esplorazione dell’ambiente, progettualità, partecipazione diretta all’opera sono i temi trattati per concretizzare un’azione invasiva, provocatoria e trasgressiva dell’arte. Tutto questo per relazionarsi con lo spazio, al fine di restituire al pubblico un’esperienza diversa della percezione di quel luogo. Questo modo di investigare la realtà è una forma di conoscenza che avvicina alla natura e mette in relazione l'uomo con l'ambiente che lo circonda. Si tratta di un’analisi nuova che investe la percezione del reale.
 
L’arte, in questo modo, esce fuori dalle gallerie, scende in strada e si rivolge alla gente normale.L’ambiente naturale è complice, ignaro e indispensabile delle performance artistiche di Franco Mazzucchelli. Il senso della precarietà, del transitorio che il materiale plastico e l’aria stessa ci suggeriscono sono strettamente connessi al tema dell’instabilità proprio della società contemporanea all’estremo opposto della solidità e della certezza della storia.

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