Diritti universali e libertà costituzionali nel nuovo libro di Vincenzo Fontana

  • Dove
    Fondazione Leonardo Sciascia
    Indirizzo non disponibile
  • Quando
    Dal 10/06/2016 al 10/06/2016
    Orario non disponibile
  • Prezzo
    Gratis
  • Altre Informazioni

Si terrà nella cornice della Fondazione Sciascia la giornata di studi in onore dei diritti universali dell’uomo e delle libertà costituzionali ispirata al saggio di Vincenzo Fontana "Critica a Rights of man di Thomas Paine" edito da Bonfirraro. 

Attuale. Perchè proprio in una società liquida come quella contemporanea, prendendo in prestito indebitamente la definizione del sociologo Zygmunt Bauman, che ha disintegrato il concetto di lavoro, diventato incerto e flessibile. Attuale. Perchè in un momento storico in cui ritorna prepotente al centro del dibattito politico internazionale il tema dei diritti umani, con migliaia di profughi in marcia, muri da erigere e venti di guerra che lambiscono i confini d’Europa, il Vecchio Mondo è costretto a ripensare a se stesso. Mai attuale quanto risulta un pamphlet filosofico che rimetta in discussione le tesi argomentate nel classico ‘Rights of Man’ dell’intellettuale inglese Paine (1791-92), facendone emergere la straordinaria attualità del pensiero.

"Si tratta di costruire un modello di società in cui le libertà e diritti dell’uomo, individuali e sociali, siano tutti realizzati" afferma Fontanadirigente scolastico della provincia di Agrigento, che concepisce il suo scritto a partire dalla rielaborazione della sua tesi di laurea discussa circa 40 anni fa, è un’analisi e riflessione puntuale sui diritti inviolabili dell’individuo.

Nel saggio si constata infatti che Paine ha ancora un preciso valore e spazio all’interno della complessa questione sui diritti umani, con le sue riflessioni sul ritorno al soggetto – uomo, in una società caratterizzata sempre più dalla prepotenza di pochissime multinazionali, con il monopolio assoluto sui mercati, e dalla finanza, smodata e incontrollata, che contiene al suo interno tantissime sofferenze.

La “Critica” viene pubblicata in occasione di un’importante ricorrenza storica, ovvero il 240° anniversario dellaDeclaration of Indipendence - 1776 degli Stati Uniti, cui Paine stesso ha contribuito personalmente combattendo a fianco di George Washington. Un serbatoio di idee e di nuove correnti rivoluzionarie che, una volta trasferitosi in Francia, si riversarono, appunto, in “Rights of Man”, dove viene dichiarata per la prima volta la non superiorità dei nobili rispetto alla gente comune, perché ogni uomo ha dei diritti naturali che non sono basati sulla ricchezza o sulla nascita.

Fontana contestualizza il lavoro dell’inglese all’interno della sua opera omnia, con riferimenti particolari a Common Sense (1776) e Agrarian Justice (1796). Esso è svolto in un confronto critico serrato con le opere più note su Paine, opere in lingua straniera di autori come Best, Conor O’ Brien, Cole, Collins, Dos Passos, Foner, Kramnick, Roger, Williamson, Woodward, e in lingua italiana di autori come Vittorio Gabrieli e Tito Magri. In particolare quest’ultimo studioso è utilizzato dall’autore per la sua analisi della teoria painiana dei diritti dell’uomo alla luce di alcune categorie interpretative marxiane.

Il professore Salvatore Vaiana, storico autore della stessa casa editrice che firma un saggio acuto e ragionato arricchendo così il testo, evidenzia come il nuovo libro sia “un lavoro con aspetti filosofico-giuridici quando avanza una critica marxista al giusnaturalismo painiano. Fontana, infatti, rileva "due filoni principali di analisi e di interpretazione" di Rights of Man: il primo, "liberale e radicale", considera l’autore «un precursore della democrazia moderna» e un teorico del "giusnaturalismo moderno", secondo cui "i diritti della Dichiarazione [del 1789] (libertà, proprietà, uguaglianza) spettano all’individuo indipendentemente da qualsiasi rapporto sociale"; il secondo, ritenuto "più completo", analizza l’opera alla luce del pensiero di Marx e ha, come scrive Magri, "di mira il giusnaturalismo (e il liberalismo)", ma «solo in quanto si configura come particolare sistema storico di potere». Sono due filoni di pensiero che si proietteranno nella stesura della Dichiarazione Universale dei diritti umani del 1948”

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