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Un libro per non dimenticare i caduti della Campagna di Sicilia del ‘43

L'agrigentino Vincenzo Vanadia si propone di rievocare, attraverso le immagini di lapidi e...

Con la passione per la storia coltivata sin dai banchi di scuola, attento a tutti quegli accadimenti che ne modificano o stravolgono il corso con tutte le inevitabili  conseguenze per il destino di un popolo, Vincenzo Vanadia, genovese di nascita, trapiantato nella città dei Templi da oltre settanta anni, già dirigente della Usl, ci consegna il volume “Battaglie ed eroi – Monumenti e lapidi alla memoria –Sicilia 1940-1943”, edito da Le Nove Muse Editrice-Catania, da alcuni giorni nelle librerie.

Con questo volume, unico nel suo genere, frutto di anni di lavoro, fatti di ricerche e di continue peregrinazioni nel territorio agrigentino e nel resto dell’isola alla ricerca di testimonianze di fatti d’armi, l’autore si propone di rievocare, attraverso le immagini di lapidi e monumenti e le narrazioni degli storici, i fatti drammatici collegati agli eventi bellici che hanno interessato la Sicilia nel periodo 1940-1943, nel corso del secondo conflitto mondiale. L’entusiasmo dell’autore nel portare avanti l’opera è stato sostenuto dalla moglie e dai figli, i quali, in varia misura, non gli hanno fatto venir meno il loro incoraggiamento.

In particolare, Vanadia si propone di ringraziare pubblicamente quanti cittadini, associazioni ed istituzioni hanno voluto ricordare con monumenti e lapidi, gli eventi bellici di cui è stata protagonista la Sicilia nel periodo preso in considerazione e, soprattutto di ricordare alle generazioni future gli atti di eroismo e il sacrificio di cui si sono resi protagonisti i nostri soldati nell’adempimento del loro dovere. L’autore con il suo lavoro intende compiere un atto riparatorio, non solo nei confronti dei quasi cinquemila soldati italiani caduti nella Campagna di Sicilia, ma anche nei confronti delle migliaia di soldati inglesi, americani, canadesi e tedeschi e dei civili vittime dei bombardamenti da parte degli Alleati.

Una doverosa testimonianza, insomma, per evitare che si perdesse il ricordo di una pagina dolorosa per la Sicilia. In particolare, nel libro di Vanadia più che le parole parlano  le immagini di targhe, lapidi e cippi disseminati in quei luoghi della Sicilia, che sono stati teatro di cruente battaglie e di atti di eroismo.
Nel libro vengono posti nella giusta evidenza il Sacrario situato all’interno del cimitero della città dove sono custoditi i resti dei 144 soldati caduti nella seconda guerra mondiale e la targa, opera dello scomparso scultore, Rino Cirami, posta sulla facciata della Basilica dell’Immacolata, a ricordo dei professori Salvatore Contrino e Beniamino Sciascia e dei 340 agrigentini periti durante il bombardamento della città di Agrigento del 12 luglio 1943 da parte degli anglo-americani.

L’autore, intanto, ha  già raccolto i primi frutti del suo lavoro. Un primo riconoscimento gli arriva dal direttore della rivista “Storia Militare“, Erminio Bagnasco. Il secondo dal medico Domenico Macaluso, ispettore onorario dell’Assessorato regionale ai Beni culturali per la Provincia di Agrigento, personaggio assai noto per avere condotto con successo operazioni di recupero nei nostri mari di reperti archeologici e residuati bellici.

Il libro di Vanadia verrà presentato alla città nel corso di una cerimonia ufficiale.

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