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Circuito del Mito:  Steve J. Spears e il suo "Benjamin" a teatro

Circuito del Mito: Steve J. Spears e il suo "Benjamin" a teatro

Circuito del Mito: Steve J. Spears e il suo "Benjamin" a teatro

La struttura drammaturgica prevede un primo tempo comico, trascinante, travolgente, a volte...

Sesto appuntamento a Racalmuto con il Circuito del Mito. Venerdì 9 settembre alle 21, al Teatro Regina Margherita, andrà in scena “Benjamin” di Steve J. Spears, diretto ed interpretato da Antonio Salines.

Steve J. Spears (1951–2007) è considerato uno dei drammaturghi australiani di maggior successo in campo internazionale. E “The elocution of Benjamin Franklin”, titolo originale dell’opera, è  il testo che lo ha fatto conoscere e amare in tutto il mondo. L’attore anglo-australiano Gordon Chater (1922-1999) lo portò in scena per la prima volta nel 1976, incontrando un clamoroso successo di pubblico e di critica tale da farlo divenire immediatamente un piccolo cult-drama. In Italia Arnoldo Foà ne curò, nel 1989, per Taormina Arte, un’edizione indimenticabile, con il titolo “Un pezzo di paradiso”.

Raramente un’opera teatrale moderna sa divertire e intrattenere, sa commuovere e far riflettere, affrontando con profondità tematiche delicate, senza mai una caduta di stile, senza mai sprofondare nel baratro della banalità. La struttura drammaturgica prevede un primo tempo comico, trascinante, travolgente, a volte addirittura surreale, con ritmi incalzanti e sempre sostenuti, al quale fa da contraltare un secondo atto struggente, malinconico e crepuscolare, preludio di un dramma inaspettato. Questo tipo di spettacolo, per l’argomento e per la costruzione “naturalistica”, si rivolge ad un pubblico trasversale, molto più ampio di quello esclusivamente teatrale. Sono “prodotti” universali, purtroppo molto rari al giorno d’oggi. Nel mondo attuale dello spettacolo, sono infiniti i tentativi di costruire “personaggi” che sappiano varcare gli angusti limiti del tempo e delle mode, ma in pochissimi riescono in questo intento.

Il personaggio deve essere tanto concreto da risultare credibile, tanto “umano” da rispecchiare i sogni di chi guarda, tanto fragile da farci scoprire i nostri limiti, tanto sincero da sentirlo vicino al nostro mondo, tanto vero da insegnarci quella realtà che spesso abbiamo paura di vivere. Sembra la performance di un equilibrista in un Circo Immaginario. Qualcuno ci riesce. È il caso di Steve J. Spears che, con il suo straordinario Benjamin, regala al pubblico una contaminatio di amore, solitudine, disperazione e tramonto esistenziale. Ingresso libero fino ad esaurimento posti.

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