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Pillole di filosofia galenica:  L'opera prima di Miseria

Pillole di filosofia galenica: L'opera prima di Miseria

Pillole di filosofia galenica: L'opera prima di Miseria

Il libro si articola in dodici "pillole" che affrontano temi filosofici, ma in un linguaggio che...

Un'intima atmosfera di riflessione si è creata stasera alla libreria "Le Paoline", in Via Atenea, in occasione della presentazione del libro "Pillole di filosofia galenica" di Salvatore Miseria. "L'opera prima" è stata presentata nell'intreccio di una discussione-presentazione condotta da Salvatore Pezzino e dallo stesso autore del libro, l'oncologo di origini raffadalesi, di cui il giornalista traccia subito una biografia.

Il libro, edito dal Gruppo Albatros, si articola in dodici "pillole" ciascuna delle quali affronta temi di profonda risonanza filosofica, ma in un linguaggio che non pretende di farsi tale. "Un libro - esordisce Pezzino all'inizio della presentazione - contro i luoghi comuni, contro le attitudini consolidate nel tempo spesso non piacevoli."   

Dalla riflessione estetica sul concetto di bruttezza e dunque anche di bellezza, termine strettamente legato a quello di natura, passando poi per l'esplicazione di una riflessione sulla plasticità psichica, sul concetto di tempo, e su come l'uomo vive e concepisce soggettivamente la dimensione temporale, concezione che in qualche modo sembra richiamare il concetto di tempo di Agostino, inteso come "estensione dell'anima", ma che Miseria descrive dai vari punti di vista che l'uomo nell'arco della vita esperisce. Frutto della vita professionale da lui svolta e della riflessione maturata negli anni, sono poi le considerazioni sul rapporto medico-paziente, "alcune delle quali potrebbero risultare provocatorie", afferma lo stesso autore; pagine che coinvolgono temi importanti come la malattia, la vecchiaia e la morte.

Altre riflessioni si susseguono, si accavallano e si intersecano nel libro di Miseria, che non ha la pretesa di apparire "filosofico", nè di imporsi come "imperativo" nelle considerazioni, ma piuttosto come il punto di vista di un uomo che ha voglia di raccontare e di parlare, tra riflessioni, aneddoti e forse anche un pizzico di poesia. "Apparentemente sparse - afferma l'autore - queste 'pillole' solo alla fine ritrovano un'unità, costituita dall'invito a tutti a non subire il luogo comune".

Foto di Calogero Montana Lampo


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