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Cultura

"Architetture dell'abitare e vita quotidiana nel XVIII secolo", presentato il libro

Opera a quattro mani scritto da Rita Cedrini e Calogero Brunetto che prende in esame il fenomeno...

Si è svolta presso la sala delle conferenze dell'Ordine degli architetti di Agrigento, la presentazione del libro di Rita Cedrini e Calogero Brunetto, "Architetture dell'abitare e vita quotidiana nel XVIII secolo". Il testo, patrocinato dal Consiglio dell'Ordine degli architetti agrigentini, prende in esame il fenomeno della costruzione del territorio siciliano nel XVIII secolo, attraverso l'analisi approfondita di alcuni specifici esempi di edilizia residenziale, sia essa urbana che di carattere rurale, tratti dalle esercitazioni degli allievi del corso di Antropologiaculturale della facoltà di architettura sede di Agrigento.

Alla presenza di numerosi professionisti ed allievi architetti, intervenuti alla presentazione, sono stati messi in risalto gli aspetti più significativi del "modus vivendi" delle comunità urbane, nel passato ed il relativo rapporto con il paesaggio circostante, attraverso la descrizione di alcune esempi di residenze nobiliari ma anche di evidenze architettoniche di carattere rurale come masserie e bagli.

Alla manifestazione sono intervenuti, oltre agli autori, Pietro Fiaccabrino, presidente dell'Ordine di Agrigento, Rino La Mendola, vicepresidente del Consiglio nazionale degli architetti e presidente della Fondazione architetti nel Mediterraneo, Gianfranco Tuzzolino, professore di Progettazione Architettonica e segretario del Corso di laurea in Architettura di Agrigento, Rosa Maria Corbo, tesoriere del Consiglio dell'Ordine, che ha moderato i lavori, e Alfonso Cimino, responsabile dipartimento Lavori pubblici Ordine architetti Agrigento.

"Sono immensamente grato all'Ordine degli Architetti di Agrigento - afferma l'archichetto Calogero Brunetto, co-autore del libro e coordinatore dei rapporti tra Università e Ordine - per la sinergica intesa sfociata nella pubblicazione di questa ricerca portata avanti dalla Cattedra di Antropologia Culturale della Facoltà di Architettura di Agrigento che ormai da tempo, ha intrapreso un percorso divulgativo finalizzato alla salvaguardia e alla valorizzazione del patrimonio culturale esistente, specie quello delle dimore storiche e delle architetture ed insediamenti rurali".

"La presente pubblicazione - ribadisce la docente Rita Cedrini, co-autrice del libro - nasce dall'esigenza di non disperdere notizie e materiale d'archivio relativi ad architetture che costituiscono bene culturale del nostro territorio. Una seconda finalità è quella di porre questi manufatti all'attenzione di istituzioni pubbliche e di privati, al fine di investimenti e nuove logiche imprenditoriali in quanto, ciò che spesso è considerato ingombro può costituire volano, proprio per far dialogare le ragioni di quel passato con le esigenze del futuro che sta a noi rendere costruttivo per le nuove generazioni".

"Siamo lieti - ha affermato il presidente dell'Ordine degli Architetti, Piero Fiaccabrino - di avere patrocinato la pubblicazione di un'interessante ricerca sul fenomeno della fruizione del territorio nel XVIII secolo, attraverso l'analisi attenta e puntigliosa di alcuni esempi significativi di architettura, sia di tipo residenziale che rurale, mettendo in risalto, oltre che i caratteri stilistici e costruttivi dei monumenti studiati, anche il rapporto tra i gruppi umani ed il paesaggio".

"Si tratta di un lavoro molto interessante - ha sottolineato Rino La Mendola - sulla cultura dell'abitare, con preziosi riferimenti ai processi di evoluzione delle città legati in qualche modo ai fenomeni migratori, che promuovono un costante confronto tra culture. Questo tema oggi è di grande attualità, visto che attraversiamo un momento storico caratterizzato dai fenomeni migratori dal Nord Africa, che ci interessano da vicino e che, in qualche modo esaltano la nostra predisposizione al confronto con altre etnie, che affonda le proprie radici sulla nostra stratificazione culturale, derivante dalle svariate dominazioni che si sono succedute nella nostra terra, nel corso della storia. In tal senso, il lavoro di Rita Cedrini e di Calogero Brunetto, seppure collocato nel XVIII secolo, si proietta con successo ai nostri giorni".


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