"Arte e tradizione del costume in Sicilia": mostra al museo Griffo

In occasione della 74° edizione del Mandorlo in Fiore 2019 di Agrigento, giorno 2 Marzo alle ore 17.00 verrà inaugurata,presso l’auditorium Lizzi del museo archeologico Regionale Pietro Griffo, la mostra “Arte e tradizione del costume in Sicilia. Memoria e identità dalle collezioni private.

La mostra patrocinata dal Parco archeologico e paesaggistico Valle dei Templi e curata dalla storica dell’arte Doresita Marino, intende raccontare la storia del costume e della moda in Sicilia e del territorio agrigentino, ponendo l’attenzione ai suoi molteplici aspetti: artistico, storico, antropologico sociale, e popolare; attraverso le opere di artigiani e dei più importanti collezionisti della Sicilia. Se da un lato il costume racconta attraverso il suo sfarzo artistico ricamato e i pregiati tessuti elaborati ad opera d’arte, i suoi modelli stilistici, dall’altra diventa racconto della Storia della Sicilia abbracciando uno dei periodi più importanti: quello della vestizione rituale-culturale dall’800 al 900. Spiega la curatrice - il costume si veste di arte, storia, di uomini, e processi rituali, abbracciando un universo di simboli che non si esaurisce nell’esaltazione estetica ma, di un costume che vive pur se morto, che danza, che racconta, che suda nei campi, che diventa teatro del folklore. Risorge nella primavera del Mandorlo in fiore 2019.

Dalla metà del XIX secolo e gli inizi del XX secolo un’ulteriore mezzo di documentazione storica, oggi molto utile per lo studio del costume in Sicilia, è la nascita della fotografia, un privilegio a cui poteva avere accesso la classe più agiata della società.  La preziosa collezione di Vincenzo Frangiamore di Agrigento, mostra una raccolta fotografica firmata dai primi fotografi del territorio e databili tra il 1870 e il 1910,  testimonianza degli influssi stilistici della moda d’oltralpe (francese, inglese etc.), nella cultura vestimentaria delle famiglie aristocratiche di Agrigento e della Sicilia che si confronta con il costume della classe rurale. Rievocazione di mode vittoriane fino all’eleganza dei fasti di Franca Florio si presentono, in modo raffinato  in un esplosione di danze ditrame, paillettes folgoranti, pizzi e ricami,  i pregiatissimi abiti della collezione del Prof. MilcoDalacchi di Naro, indossati dalle  più importanti famiglie aristocratiche del nostro territorio e della Sicilia, tra cui quella della famiglia Gaetani, fondatrice della festa del Mandorlo in fiore nel 1937 a Naro. 

La mostra continua con Franco Cuticchio di Palermo, tra i più importanti pupari di Palermo, che anima il teatro del folklore siciliano da quattro storiche generazioni, e che veste i suoi pupi per l’occasione dalla storia romanzata e misteriosa dei Beati Paoli, con preziose fogge ricamate a mano. Vistosi e colorati, in un galà di fasti quasi spagnoleschi, sono i vestiti dei cavalli dei carretti siciliani. Bardature e finimenti in seta realizzati interamente a mano, in un esplosione di colori accesi, dalle abili mani di Melchiorre e Giovanni Di Salvo di Bagheria,detentori di un universo di saperi legato, anche, ai canti di tradizione dei carrettieri, che li hanno resi protagonisti nel film di Baarìa di Giuseppe Tornatore. 

Nel variabile panorama del folklore siciliano, esaltati dalla loro preziosità artistica e culturale, sono le tradizioni del costume Arabresch di Piana dei Greci. Alcuni giorni lo sguardo sarà rivolto, infatti, alla collezione dei costumi tradizionali di Piana Degli Albanesi, memoria non solo del multiculturalismo del costume e della storia di Sicilia ma anche dell’affetto ereditario che la lega ad Agrigento, attraverso il loro antenato Giuseppe Schirò poeta e letterato amico di Luigi Pirandello, testimoniata dalle preziose lettere scambiate tra gli studiosi. Il poeta Stefano Schirò, professore di storia dell’arte, vuole così omaggiare la città di Agrigento e la mostra “Arte e tradizioni del costume in Sicilia”, partecipando, con altri componenti, alla sfilata conclusiva della 74° edizione del Mandorlo in fiore. L’evento si avvale di un accurato studio scientifico delle opere esposte, selezionate direttamente dalla curatriceDoresita Marino in una stretta collaborazione con gli artisti e i collezionisti. Preziosa- conclude la curatrice - l’unità operativa dei collaboratori come la professionale Floreal design miriam Pollicino (Ikebana Vintage), e i tecnici Salvatore Purrella e Vito D’Anna.

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