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Il consorzio universitario

Il consorzio universitario

Cgil e Federconsumatori: "Scelta giusta la riduzione delle tasse universitarie dell’ateneo di Palermo"

"Ci si augura - aggiungono - che questi interventi, oltre a dare respiro alle famiglie dell’agrigentino, costituiscano anche un input per valorizzare il Polo universitario della Provincia di Agrigento limitando la diaspora degli studenti"

"La scelta dell’Università degli Studi di Palermo di ridurre significativamente la tassazione per gli studenti appartenenti a nuclei familiari con un reddito fino a 30.000 euro, con la totale esenzione per chi detiene un reddito Isee minore o uguale a 25.000 euro, è una scelta giusta che in tempi di pandemia indica un percorso da seguire".

Dopo l'annuncio, appunto, da parte del rettore dell'università di Palermo Fabrizio Micari, di rivedere i costi dell'università, sono il segretario provinciale della Cgil Alfonso Buscemi e quello della Federconsumatori Angelo Pisano ad intervenire ritenendo la scelta una "decisione in linea con l’esigenza di contrastare il disagio economico in cui versa la nostra regione  la provincia di Agrigento, che è tra le più povere e depresse economicamente".

Nuove regole per le tasse universitarie: esenzione totale fino a 25mila euro

"Dalle ulteriori riduzioni previste per gli studenti rientranti in date 'categorie' - continuano - si evince ancor di più l’intenzione di arginare le deleterie ripercussioni economiche subite dalla popolazione a causa dall’emergenza Covid-19, che ha originato non solo una riduzione dei redditi ma anche, spesso, impreviste spese per riavviare le attività lavorative alla luce delle imposizioni governative volte al contrasto del diffondersi del virus. Basta pensare agli schermi parafiato, sanificazione dei locali, gel disinfettanti, il mantenimento della distanza, ecc. Ci si augura che questi interventi, oltre a dare respiro alle famiglie dell’agrigentino, costituiscano anche un input per valorizzare il Polo universitario della Provincia di Agrigento - concludono - nel senso che si sfruttino per incentivare l’esercizio del diritto allo studio nel nostro stesso territorio, limitando la diaspora degli studenti verso altri centri universitari e innescando, quindi al contempo, un percorso virtuoso per la ripresa economica in quanto potenzialmente in grado di trattenere in provincia capitali e risorse umane, che una volta sfuggiti difficilmente vi faranno ritorno".

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