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Turisti in città, estate da dimenticare? Prenotazioni in forte calo

Molte speranze sono riposte nel mese di agosto, che tradizionalmente vede un’impennata dei flussi

Una stagione turistica disastrosa, almeno, per le strutture in regola. Albergatori e gestori di bed and breakfast lo dicono a chiare lettere: i turisti sono sensibilmente in calo, fino al 30% meno dello scorso anno. Se molte speranze sono riposte nel mese di agosto, che tradizionalmente vede un’impennata dei flussi, il timore è che questo non basti a risollevare le sorti del settore. Tra le cause di questo calo, spiegano, uno scarso lavoro di promozione della “destinazione Agrigento”.

Ma come è possibile che crescano in modo esponenziale destinazioni come la Valle dei Templi, o Farm Cultural Park, il Mudia o la Kolymbethra e di turisti nelle strutture ricettive non se ne vedano? Certo, da un canto c’è da considerare che il turismo sia divenuto sempre più “mordi e fuggi”, ma esiste anche un vero e proprio “buco nero” fatto di case vacanze e presunti b&b, gran parte priva delle dovute certificazioni e priva di personale in regola.

Sono i numeri a dirlo, nella loro potenziale imprecisione: oggi le strutture che pagano l’imposta di soggiorno sono 380 circa, quelle disponibili su portali on line dedicati al turismo, oltre 600, alcuni dei quali con prezzi al di sotto del sostenibile. Così l’appello delle sigle di categoria come Federalberghi e Abba, ma anche dello stesso Distretto Turistico, è ad alzare l’asticella dei controlli, risanando e riqualificando il sistema dell’offerta turistica agrigentina. Almeno, prima che sia troppo tardi.

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