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Martedì, 18 Gennaio 2022
Economia

Superbonus edilizia, appello degli ingegneri agrigentini: “Mantenerlo più a lungo per dare impulso all’economia locale”

Lettera aperta del presidente dell’Ordine Achille Furioso: “Siamo fiduciosi che la deputazione agrigentina ponga in essere azioni politiche per sostenere l’opportunità di definire la scadenza degli incentivi al 2026”

Il Superbonus edilizia va mantenuto vivo e non può “spegnersi” progressivamente in pochi mesi. È questo l’appello lanciato dall’Ordine degli ingegneri di Agrigento, presieduto da Achille Furioso, che fa riferimento alla decisione che nei prossimi giorni il Parlamento è chiamato a prendere sull’opportunità di fissare, per l’anno 2023, la scadenza ultima di vigenza dei cosiddetti “Superbonus 110%,” per interventi che riguardano l’efficienza energetica degli edifici e la prevenzione del rischio sismico. Si è parlato anche di riduzioni previste a scalare fino al 75% entro fine 2025.

“Condividiamo la decisa posizione assunta dal Consiglio nazionale degli Ingegneri - dice Achille Furioso - ma intendiamo sottolineare l’importanza e l’opportunità di stabilire un termine più ampio di vigenza degli incentivi con detrazioni al 110%. È anche importante l’opzione dello sconto in fattura e della cessione del credito per gli altri bonus al 50% e 65% che hanno dato ottimi risultati fino ad ora.

Se non si consolidassero in un maggiore lasso temporale gli incentivi introdotti con il Superbonus al 110%, cioè almeno fino al 2026 (orizzonte temporale del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza - PNRR), si bloccherebbe il processo virtuoso avviato che ha fatto ripartire non solo l’edilizia nella nostra Provincia, ma ha anche dato un nuovo impulso positivo a tutta l’economia in genere.

Infatti, si bloccherebbero le nuove commesse e, addirittura, una consistente percentuale di progettazione già consegnata ai committenti, ma non ancora liquidata ai professionisti, verrebbe pregiudicata. Insomma, se il Governo non prorogasse gli incentivi, compresi quelli per gli edifici unifamiliari, i professionisti subirebbero oltre il danno anche la beffa”.

Secondo la categoria, insomma, i benefici sociali ed economici per la collettività, dovuti alla proroga fino al 2026 del Superbonus 110%, saranno superiori ai costi sostenuti dallo Stato.

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