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Ryanair accusa Roma di imporre "tariffe illegali" e minaccia di tagliare le tratte con la Sicilia

L'Italia ha adottato un decreto per garantire biglietti a prezzi calmierati per i trasporti con le isole, ma la compagnia low cost furiosa ha denunciato la misura all'Unione europea

Braccio di ferro tra il governo italiano e la compagnia aerea low cost Ryanair. Quest'ultima accusa Roma di imporre tariffe "illegali" e "ridicole" su determinate tratte. Dopo aver denunciato questa pratica all'Unione europea, l'amministratore delegato di Ryanair Eddie Wilson ha minacciato di tagliare le tratte con la Sicilia e la Sardegna. Una situazione che danneggerebbe i residenti, già costretti a trasporti esigui e spesso inefficienti.

A cosa si riferisce la compagnia irlandese? Lunedì 7 agosto il governo guidato dalla premier Giorgia Meloni ha approvato un provvedimento per limitare il prezzo dei biglietti tra l'Italia continentale e la Sardegna e la Sicilia nei periodi di punta al 200% del prezzo medio annuo.

A seguito della decisione l'amministratore delegato di Ryanair Eddie Wilson ha denunciato con veemenza la misura, definendola "ridicola" e "illegale". In una nota diffusa dall'azienda di trasporto, Wilson ha aggiunto che interferire nel modo in cui le compagnie aeree fissano i prezzi delle tariffe è "illegale" e avrebbe "conseguenze indesiderate". Secondo i vertici di Ryanair le compagnie aeree non avrebbero alcun incentivo a volare durante i mesi invernali, quando molte meno persone viaggiano e si recano in determinate località. Porre un tetto alle tariffe disincentiverebbe le imprese, che sarebbero così orientate a spostarsi su altri mercati più redditizi.

Dalle accuse mosse dalla compagnia irlandese si è difeso il ministro delle Imprese Adolfo Urso. "Siamo intervenuti in linea con le regole europee", ha dichiarato alla televisione TgCom24, affermando che nelle isole non c'è una vera concorrenza. Nonostante queste rassicurazioni alla stampa, Bruxelles ha drizzato le orecchie e giovedì 10 agosto Adalbert Jahnz, portavoce della Commissione europea, ha dichiarato di aver chiesto all'Italia maggiori informazioni sulla misura. Quest'ultima fa parte di un più ampio decreto legge che necessita dell'approvazione da parte del parlamento entro 60 giorni. "Più in generale la Commissione sostiene misure per promuovere la connessione a un prezzo accessibile in linea con le norme del mercato interno dell'Ue", ha affermato il portavoce.

Ha inoltre ribadito che la "concorrenza sostenibile", basata su tariffe determinate liberamente dalle compagnie, "è di solito il miglior garante di prezzi accessibili". Secondo quanto riferisce il portale di notizie Euractiv, Jahnz avrebbe però sottolineato che "in casi specifici – ad esempio rotte non adeguatamente servite dagli operatori di mercato, come le rotte da e per regioni remote – la normativa Ue consente obblighi di servizio pubblico con regolamentazione dei prezzi per garantire sia la connettività territoriale che l'accessibilità con il sostegno di fondi pubblici".

Nonostante le rassicurazioni di Bruxelles di monitorare la situazione, stamattina 11 agosto Wilson ha sferrato una nuova bordata nei confronti di Giorgia Meloni, minacciando di tagliare i voli verso la Sardegna se l'Italia non farà marcia indietro sul decreto. "Siamo contenti di annunciare le nuove rotte ma mentre Ryanair investe in Sardegna, trainando la crescita dell'isola con investimenti reali, il governo italiano, purtroppo, fa esattamente il contrario col suo decreto illegale e fuorviante che fissa un tetto ai prezzi, violando i regolamenti Ue e allontanando Ryanair dall'isola", ha fatto sapere in una nota l'amministratore delegato di Ryanair. Ha poi ribadito che "se il decreto non sarà cancellato Ryanair sarà costretta a tagliare le sue attività su Sardegna e Sicilia nell'estate e inverno 2024 e ciò vorrà dire meno passeggeri a tariffe più alte".

fonte Today.it

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