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Sabato, 4 Febbraio 2023
La proposta

Nuovo Codice dei contratti, gli architetti: "Ci farà tornare indietro di trent'anni"

La Mendola: “Pretendiamo una forte e immediata reazione dei nostri vertici nazionali, ai quali chiediamo una maggiore incisività nelle sedi istituzionali per superare le notevoli criticità del Codice varato dal governo”

Il nuovo Codice degli appalti arriva al vaglio delle commissioni parlamentari ma non si placa la protesta da parte degli architetti agrigentini, che tornano a chiedere che venga rivista una norma giudicata pesantemente dannosa per il settore e hanno sottoscritto lo scorso 23 dicembre una lettera inviata al presidente del Consiglio dei ministri da 102 Ordini, in rappresentanza di circa 150.000 professonisti italiani, con l’obiettivo di stimolare il governo a superare le tante criticità rilevate.

“Rischiamo di tornare indietro di trent’anni - afferma il presidente dell’Ordine agrigentino Rino La Mendola - con un Codice che mortifica i più importanti principi per garantire la qualità delle nostre opere pubbliche e la trasparenza negli affidamenti di servizi di architettura e ingegneria. È appena il caso di ricordare che gli incarichi di progettazione vengono affidati con procedure diverse in relazione all’importo stimato dei corrispettivi posti a base di gara. Il nuovo Codice, eliminando ogni regola per il calcolo dei corrispettivi, consentirà alle stazioni appaltanti di sottostimarne l’importo e di procedere con affidamenti diretti in luogo di procedure aperte, a dispetto delle regole più elementari della trasparenza, dei principi dell’equo compenso e della dignità dei professionisti. Siamo ben consapevoli del fatto che le nuove regole alimenteranno inevitabilmente fenomeni come quelli che nel 2016 hanno visto il Comune di Catanzaro affidare un Piano Regolatore a un professionista a fronte del compenso di un euro”.

“A fronte di una deriva così grave - conclude il presidente degli architetti agrigentini - pretendiamo una forte e immediata reazione dei nostri vertici nazionali ai quali chiediamo una maggiore incisività nelle sedi istituzionali  affinché vengano superate le criticità rilevate e, in dirittura d’arrivo,  sia approvato un Codice in grado di garantire l’apertura del mercato, la trasparenza, la leale concorrenza e l’equo compenso, rilanciando contestualmente il concorso di progettazione, quale strumento ideale per promuovere il talento dei professionisti, fondamentale per garantire la qualità dell’architettura e, di conseguenza, la qualità della vita nelle nostre città”.

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