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La protesta

“Se tu non paghi le fatture, perché devo pagare le tasse?”, Ance Agrigento pronta allo sciopero fiscale

Si tratta, precisano, comunque di una "provocazione" per protestare contro il mancato pagamento delle fatture da parte della Regione

“Adesso basta. Abbiamo sempre creduto e crederemo sempre in futuro nella legalità, ma se la Regione ci abbandona, in spregio alle leggi, noi siamo pronti anche allo sciopero fiscale”.

Anche Ance Agrigento, l'associazione degli imprenditori edili, si unisce all'appello lanciato oggi dalle sigle di categoria di Trapani, Caltanissetta, Palermo e Messina, oltre che dalla Cna Costruzioni dopo che il mancato riaccertamento dei residui da parte della Regione Siciliana ha bloccato nuovamente il pagamento delle fatture per i cantieri realizzati per conto del settore pubblico.

“Stiamo subendo una vera e propria vessazione da parte della Regione, che, inopinatamente e senza mai nemmeno fornire giustificazioni credibili (perché, nei fatti, non ce ne sono), ha ritardato in modo intollerabile il pagamento delle somme dovute per i cantieri in corso - spiegano i presidenti delle Ance territoriali e di Cna Costruzioni Sicilia - Opere la cui inaugurazione è divenuta spesso ‘merce’ da annuncio politico, con tanto di tagli del nastro e conferenze stampa: peccato che poi le aziende siano state sistematicamente lasciate da sole a confrontarsi con i costi da sostenere, peraltro gravati da un incontrollato aumento dei prezzi per le materie prime”.

“Anche qualora il riaccertamento dei residui fosse andato a buon fine - continuano i presidenti - si sarebbe trattato di un pannicello caldo che non solo non risolve il problema, ma continua ad alimentare un clima di deresponsabilizzazione all’interno della cosa pubblica: di chi sono le colpe di quanto sta avvenendo? Perché gli unici ad essere stati additati dalla politica sono i dipendenti regionali? Se le attuali procedure di aggiudicazione delle gare, lo abbiamo più volte ribadito, non premiano la concorrenza e la trasparenza, i ritardi sistematici nel pagamento delle fatture rischiano di spingere gli imprenditori a cercare forme di liquidità non legali, in un’Isola che, dice l’Eurispes, è tra i territori in Italia a più alto tasso di usura. Le istituzioni - continuano - non possono chiedere legalità e poi non praticarla”.

Così le Ance e Cna Costruzioni Sicilia lanciano l’ipotesi di uno sciopero fiscale con un messaggio chiaro, ma simbolico: “Se tu non paghi le fatture, perché devo pagare le tasse?”. “Si tratta, lo ribadiamo - concludono - di una provocazione: diversamente dalla politica e dall’amministrazione regionale noi siamo obbligati a rispettare le regole”.

L'intervento della Cgil

Ad intervenire sulla vicenda è anche la segreteria provinciale della Cgil e quella della Fillea attraverso i segretari Alfonso Buscemi e Franco Cosca.

"Ancora una volta Ance Agrigento ed il Cna con tutto il settore edile siciliano sono costretti a lanciare un grido d’allarme per evitare il fallimento delle aziende trascinandosi con esse migliaia di lavoratori. Questo scandalo creato dalla Regione con in testa il Governo regionale incapace di intervenire per la soluzione del problema oggi, è particolarmente vergognoso, perché dopo una lunga crisi durata oltre due anni causa pandemia, ad aggravare la condizione di disagio dei lavoratori e delle loro famiglie c’è anche la guerra, la speculazione, l’inflazione galoppante la disoccupazione, l’instabilità politica. Insomma, la situazione è già tragica per cui l’inefficenza politica-burocratica della Regione Sicilia è un lusso che non ci possiamo permettere. Siamo pronti a scendere in piazza con i lavoratori a fianco delle Associazioni datoriali – concludono i rappresentanti sindacali - per difendere il diritto alle imprese di ricevere il dovuto e di conseguenza il pagamento delle spettanze ai lavoratori".

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