Mercoledì, 28 Luglio 2021
Economia

Reddito di cittadinanza: lavoro stagionale obbligatorio per chi prende il sussidio

I percettori dovranno accettare offerte entro 100 km dalla loro residenza, sospendendo la fruizione del beneficio, ma godendo in alcuni casi precisi di un'integrazione versata dall'Inps. Cosa prevede la proposta (non ancora approvata) avanzata dalla deputata del Movimento 5 stelle Valentina D'Orso

Il lavoro c'è ma non si trovano i lavoratori, si sente dire sempre più spesso. Parliamo degli stagionali, lavoratori da assumere per la stagione turistica finalmente pronta a ripartire tra le fila di camerieri e cuochi per bar e ristoranti, personale d'albergo e assistenti degli stabilimenti balneari. Gli imprenditori lamentano la mancanza di figure professionali, denunciano il paradosso di non riuscire ad assumere stagionali e mettono nel mirino soprattutto il reddito di cittadinanza. Ma è davvero così? Non proprio, perché la retorica dei giovani col sussidio "anti povertà" in saccoccia e per questo poco inclini al lavoro e al sacrifico non sempre regge alla prova dei fatti.

Reddito di cittadinanza: il lavoro stagionale obbligatorio per chi prende il sussidio

Ci sono novità sul tema. Con l'obiettivo di dare una spinta al lavoro stagionale per chi riceve il reddito di cittadinanza, la deputata palermitana del Movimento 5 stelle Valentina D'Orso ha proposto una modifica al meccanismo di funzionamento del sussidio con un emendamento inserito nel decreto legge Sostegni bis. La proposta non è ancora stata approvata, ma cosa prevede? In sostanza, i percettori del sussidio dovranno accettare, "pena la decadenza del beneficio", offerte di lavoro stagionali entro cento chilometri dalla loro residenza, sospendendo la fruizione del beneficio ma godendo di un'integrazione versata dall'Inps nel caso in cui il compenso mensile sia inferiore all'importo del reddito di cittadinanza.

D'altronde sono tanti gli emendamenti al decreto all'esame della Commissione bilancio che riguardano sia il reddito di emergenza che quello di cittadinanza. Alcuni, almeno nelle intenzioni, punterebbero a risolvere il problema emerso rispetto alla carenza di personale riscontrata da molti ristoratori e proprietari di stabilimenti balneari. Un'altra proposta di modifica, ad esempio, è stata presentata da Roberto Pella di Forza Italia e prevede la decontribuzione totale per le imprese del turismo che assumono lavoratori del settore in cig covid, o percettori di Rem o reddito di cittadinanza.

Dal canto suo, per facilitare il rapporto tra reddito di cittadinanza e politiche attive, il Pd chiede di rifinanziare con 30 milioni di euro i centri per l'impiego nel 2022. Fratelli d'Italia chiede invece che chi percepisce il sussidio debba aderire a percorsi di formazione obbligatoria, mentre la Lega propone una riduzione degli stanziamenti per la distribuzione del beneficio del 10% annuo. E intanto ecco i numeri: sono 992mila le domande arrivate entro fine maggio all'Inps per il reddito di emergenza. Alla fine del mese scorso scadeva la possibilità di fare richiesta per le mensilità di marzo, aprile e maggio introdotte con il decreto Sostegni. L'Inps comunica che sulle domande pervenute entro aprile e che sono già state lavorate il tasso di accoglienza è stato in media del 60%.

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