Cura Italia, Michele Sodano: "Migliorare il futuro è un dovere"

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di AgrigentoNotizie

"La fase che l’intera umanità sta attraversando ha messo duramente alla prova ognuno di noi. Inaspettatamente, all’alba di questi anni 20, abbiamo sperimentato sulla nostra pelle, una condizione che credevamo non potesse mai verificarsi. Il mondo si è fermato, colpito da un nemico invisibile. Il Virus Sars Cov 2 è all’origine di una crisi senza precedenti, una crisi che ci spaventa, che ci indebolisce, ma alla quale dobbiamo rispondere con tutta la nostra forza.

Forte è la voglia, all’interno di ognuno di noi, di continuare a vivere, di stare insieme, di contribuire insieme al progresso della società. La speranza deve essere accompagnata dal coraggio. Il ruolo delle istituzioni, è più che mai fondamentale. Oggi siamo qui chiamati per offrire al paese un importante pacchetto di misure da 25 miliardi che aiutano l’Italia ad affrontare le gravissime problematiche che la diffusione del virus ha generato.

Il Cura italia è una misura che rientra all’interno di una strategia che deve essere lungimirante e straordinaria. Sarà un percorso lungo, non certamente privo di difficoltà, e questo decreto costituisce il fondamentale punto di partenza. Davanti all’emergenza, che impone una sincera unità da parte di tutte le forze politiche, dobbiamo utilizzare strumenti non ordinari per superare una crisi che è planetaria e ci riporta ai tempi più bui della nostra storia.

Il mio primo pensiero va a tutte le vittime del Covid e alle loro famiglie. Il primo scoglio che abbiamo dovuto affrontare riguarda proprio l’efficienza del nostro sistema sanitario, un asset fondamentale per la sicurezza di un paese. A fronte del valore dei nostri medici e dei nostri infermieri, nonché di tutte le forze a vario titolo impegnate, non possiamo dimenticare che negli anni passati la Sanità Pubblica è stata martoriata da continui tagli alle strutture ospedaliere e al personale.

Uno dei pilastri del nostro Paese, anno dopo anno è stato indebolito e depotenziato, scelte non condivisibili da parte di chi ha favorito le politiche di austerità, o ancor peggio per conseguenza di gestioni per nulla trasparenti o ancora a causa di decisioni infelici che hanno favorito la sanità privata a discapito di quella pubblica. Basti pensare che dal 2010 al 2019 sono stati tagliati oltre 37 miliardi di euro al sistema sanitario nazionale, con una decurtazione di ben 25 miliardi nel quinquennio 2010-2015. Una perdita di oltre 70.000 posti letto negli ultimi 10 anni, con 359 reparti chiusi, oltre ai numerosi presidi riconvertiti o abbandonati.

Questi dati sono importanti perché è necessario avere memoria per invertire la rotta e fare in modo che certe dinamiche non possano più avvenire.

Con il decreto Cura Italia oggi investiamo nel rafforzamento della sanità pubblica su tutto il territorio nazionale, con la consapevolezza dell’importanza che un buon servizio pubblico ricopre all’interno di un paese che vuole garantire pari condizioni a ogni cittadino. Siamo intervenuti in modo mirato e strategico.

Con un primo incremento di 3 miliardi e mezzo, siamo riusciti a garantire in tempi brevi il 50% in più dei posti letto in terapia intensiva e il 100% dei posti letto in reparti di rianimazione e malattie infettive. Fondamentale è stata l’assunzione di ulteriori 320 unità tra medici e infermieri su tutto il territorio nazionale. Proprio ai medici, al personale sanitario, alla rete dei volontari va oggi il più grande grazie delle istituzioni. Non sarà mai dimenticato inoltre l’intervento di quei paesi che generosamente hanno inviato le proprie risorse sanitarie nelle aree più colpite dal Covid, risorse fondamentali che oggi lavorano fianco a fianco al nostro prezioso personale medico. Grazie per avere dimostrato che, di fronte alle grandi emergenze, il mondo è più forte quanto più unito e solidale. A titolo personale voglio ringraziare il Presidente del Consiglio Albanese Edi Rama, che con il suo messaggio all’italia ci ha commosso, infondendoci una grande dose di fiducia e ottimismo, ricordandoci il valore risonante della solidarietà e dell’altruismo.

L’emergenza Sanitaria di oggi inevitabilmente riflette un’emergenza economica che non ha precedenti. Negozi chiusi, stop delle fabbriche e congelamento di interi settori. E’ fondamentale costruire un’ architettura normativa che sappia coprire, quanto possibile, i danni di natura economica che si sono già palesati in tutta la loro drammaticità e violenza. Commercianti, artigiani, lavoratori autonomi, imprenditori e lavoratori stagionali, oggi più che mai guardano lo stato come unica possibilità di sopravvivenza. Sentiamo una responsabilità immensa, e lo voglio dire, c’è in atto una macchina che non si ferma mai per rimarginare la profonda ferita che la pandemia ha inflitto al nostro Paese, una macchina che però, dobbiamo essere franchi, è ancora troppo gravata da burocrazia, debiti e vincoli che spesso limitano la capacità di azione di chi vuole fare del tutto perché nessun cittadino venga lasciato solo.

Noi del Movimento 5 stelle siamo nati dalle piazze, le stesse che oggi sono tristemente vuote, siamo qui per svolgere un compito difficile, ambizioso, ma necessario con trasparenza e premura. Rappresentiamo quegli italiani che si sono sentiti soli e impotenti, traditi da una politica troppo concentrata nel fare i propri interessi, traditi da chi non si è fatto problemi nel dare l’ok nel 2011 a Bruxelles a un trattato come il MES, MES che oggi, da soli contro le rigide economie del nord Europa, grazie al Presidente Giuseppe Conte stiamo provando a disattivare con tutte le nostre forze ed energie. Immaginiamo infatti nuove opportunità e nuovi strumenti per aiutare la nostra popolazione, e chiediamo all’Europa di agire nella sostanza in maniera comunitaria Le mere enunciazioni di principi in questa tragica fase non sono più sufficienti.

Migliorare il futuro è un dovere, con questo decreto abbiamo pensato alle primissime necessità di famiglie e lavoratori. Ecco alcuni punti cardine del Cura Italia.

Era fondamentale intervenire tempestivamente sul fronte del lavoro dipendente, abbiamo lavorato per tutelare l’occupazione su tutto il territorio nazionale e per tutte le categorie di impresa, estendendo per la prima volta la cassa integrazione ad ogni singola azienda, con un piano straordinario che da solo vale 5 miliardi di euro. In questo modo abbiamo garantito agli imprenditori la certezza di sapere che le famiglie dei propri lavoratori sono al sicuro, sotto l’ombrello dello stato sociale che più che mai oggi dobbiamo difendere e rafforzare. Ben 3,5 milioni di dipendenti rientrano tra i beneficiari del Cura Italia. Colgo l’occasione per Chiedere alle Regioni di essere più celeri possibili nell’erogazione dei benefici, per immettere nel tempo più breve, ossigeno nei conti correnti dei beneficiari della cassa integrazione.

Un altro capitolo di aiuti riguarda i quasi quattro milioni di autonomi che grazie a questo decreto hanno ricevuto un’indennità di 600 euro per il mese di marzo; non è la soluzione definitiva, come abbiamo sempre detto, ma è un primo fondamentale aiuto che sta dando una mano sia a chi era appena entrato nel mondo del lavoro, sia a chi si è dovuto fermare dopo anni e anni di attività. Renderemo più corposo il contributo già con il prossimo Decreto fino ad arrivare alla somma di 800 euro. Conosciamo ogni difficoltà di chi ha pagato molto duramente il prezzo del rallentamento economico provocato dal coronavirus. A questi cittadini dico: supereremo questa crisi insieme, dateci tempo.

Con il Cura Italia abbiamo introdotto un credito di imposta del 60% sul canone di affitto di bottega e negozi, che sarà spendibile in compensazione e dunque di fatto è automatico. Sulle questioni fiscali, per il momento, stiamo continuando a posticipare ogni pagamento di tasse e tributi: si è intervenuto per sospendere gli adempimenti, i versamenti dei contributi previdenziali e assistenziali e i premi per l'assicurazione obbligatoria. Per le partite Iva con fatturato inferiore ai 2 milioni di euro è stata prevista la sospensione dei versamenti in scadenza relativi alle ritenute alla fonte sui redditi di lavoro dipendente e assimilato, alle trattenute dell’addizionale regionale e comunale, all’Iva, ai contributi previdenziali e assistenziali e ai premi per l'assicurazione obbligatoria. Per le partite Iva con fatturato inferiore ai 400.000 euro sono state sospese anche le ritenute d’acconto.

Ma bisogna andare oltre, l’obiettivo a medio termine è infatti quello di prevedere fondi di ristoro per cancellare quei pagamenti che, per cause di forza maggiore, con le attività chiuse, non potranno essere saldati.

Non mi stancherò mai di dire che questo è solo il primo provvedimento economico: Le imprese hanno bisogno di una spinta straordinaria in un momento in cui i ricavi sono crollati e in alcuni casi azzerati. Ci sono settori, come quello turistico alberghiero, che difficilmente avranno la forza di rialzarsi senza provvedimenti ad hoc. Allo stesso modo il settore agricolo deve essere annoverato tra gli asset strategici del nostro paese e sostenuto per il suo fondamentale ruolo ai fini della ripartenza della nostra economia. Siamo al vostro fianco, al fianco dell’Italia che supererà l’emergenza Corona Virus.

I nuovi e urgentissimi decreti sono già sul tavolo del Governo, con stanziamenti che vanno oltre i 60 miliardi di euro. Non lasceremo affondare il tessuto produttivo del nostro paese, lo accompagneremo in ogni singola fase del processo di ripresa.

Presidente e colleghi, concludo appellandomi all’importanza delle misure contenute nel decreto Cura italia che ha visto il lavoro ininterrotto di Parlamento e di Governo, già all’indomani dello scoppio dell’emergenza Covid. Ringrazio i ministri, i viceministri e ogni singolo parlamentare. Per costruire una Italia più forte bisogna cominciare a gettare il cuore oltre gli ostacoli, bisogna costruire da capo il nostro l’assetto economico sociale, disegnando un paese equo, progressista ed ecologista . Reputo necessaria la collaborazione sincera tra tutte le forze politiche, e condanno ogni forma di propaganda che indebolisce il nostro potere contrattuale in Europa e spaventa milioni di cittadini già messi alla prova. I toni devono essere quelli pacati della ricostruzione. Gli insegnamenti e il dolore che questa pandemia ci hanno lasciato devono poter diventare uno stimolo di riscatto per un futuro migliore.

Ripartenza.

Dovrà essere il mantra dei mesi a seguire, oggi è il tempo di immaginare un sistema in cui l’economia sia al servizio dei cittadini e faciliti la realizzazione del singolo individuo, piuttosto che metterlo in difficoltà. Un sistema in cui etica e istruzione siano i capisaldi della vita di ogni cittadino. Oggi è il momento di immaginare un mondo nuovo e tutti sono chiamati a partecipare alla sua costruzione."

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