Porto Empedocle, chiude definitivamente l'impianto di Italcementi: si pensa alla riconversione delle aree

La comunicazione ufficiale è arrivata agli ultimi lavoratori impegnati e ai sindacati: di un rilancio/riqualificazione si parlava da anni

L'impianto di Porto Empedocle

Alla fine sono stati vani annunci, promesse, tavoli tecnici e proteste: Italcementi chiude definitivamente i battenti. 

L'impianto, che aveva spento i forni ormai alcuni anni fa, quando cioè la crisi del calcestruzzo aveva spinto la società gestrice a dislocare altrove la produzione, oggi vedeva ancora l'impegno di una trentina di lavoratori, i quali al momento non hanno alcuna certezza rispetto al proprio futuro. 

Di riqualificazione e riapertura dell'Italcementi (anche solo per parte dell'area dell'impianto) si parla da anni, ma di fatto senza che si sia mai riusciti ad ottenere un vero risultato. Adesso la brutta notizia, che arriva in un momento già molto triste per il lavoro nella nostra provincia.

L'azienda, comunque, ha dato la disponibilità di garantire uno "scivolo" per il pensionamento per i lavoratori più anziani e si è dichiarata disponibile al ricollocamento degli altri in impianti dislocati in altre zone del Paese. Gli operatori saranno momentaneamente comunque impegnati per la messa in sicurezza dell'impianto e, dal 1 dicembre, andranno in cassaintegrazione.

incontro riconversione aree italcementi-2

Le problematiche conseguenti alla chiusura dello stabilimento dell'Italcementi e le prospettive future per il territorio sono state - nella mattinata - al centro di un incontro fra il sindaco Franco Miccichè, il direttore di Confindustria Giacomo Minio, il direttore delle risorse umane dott Agate e dei dirigenti  del gruppo industriale appositamente venuti da Bergamo. Quest'ultimi hanno sostanzialmente illustrato le possibilità di riconversione delle aree industriali di Italcementi ricadenti nel territorio di Agrigento, per imprenditori potenzialmente interessati alla realizzazione di investimenti produttivi, che valorizzino le eventuali maestranze di Italcementi eccedenti. Non sono stati stabiliti ma si prevedono ulteriori incontri di lavoro.

L'azienda: "Decisione sofferta, pronti a riconversione del sito"

"La decisione di chiudere definitivamente l’impianto di Porto Empedocle è stata sofferta, ma purtroppo necessaria". Italcementi interviene così in merito alla decisione di chiudere il sito. "Dopo la crisi del 2008 - si legge nella nota -, il mercato del cemento non si è più ripreso, assestandosi a 18-19 milioni di tonnellate l’anno rispetto agli originari 46 milioni di tonnellate. Un crollo che ha interessato duramente anche la Sicilia, dove i livelli di vendita non consentono più di mantenere attivo un impianto come Porto Empedocle, che ogni anno registra un passivo che è stabilmente nell’ordine dei milioni di euro. La situazione determinata dalla pandemia non ha fatto altro che peggiorare una condizione che era già insostenibile. L’Azienda - prosegue Italcementi - da parte sua conferma di rendere favorevoli le condizioni per l’utilizzo dell’area produttiva per nuove iniziative industriali che si dovessero profilare come opportunità per il rilancio economico e occupazionale del territorio. Nelle prossime settimane inizieranno le operazioni che porteranno alla graduale fermata degli impianti e il sito sarà gestito fino a giugno 2021 come centro di distribuzione, con il prodotto fornito da Isola delle Femmine".

Italcementi aggiunge: "Saranno mantenute tutte le misure di sicurezza del sito. Inoltre, rispetto al tema occupazionale dei dipendenti di Porto Empedocle, Italcementi ha già espresso la propria disponibilità a reinserire i lavoratori in altri stabilimenti nel proprio network produttivo in Italia e a incentivarne l’esodo volontario e per pensionamento".

(Aggiornato alle ore 18,00)

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