Riforma degli Iacp, Fast Confsal: "Assicurare il diritto alla casa e riqualificare il patrimonio"

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di AgrigentoNotizie

Il sindacato auspica un complessivo riordino del settore dell’edilizia popolare che non può passare attraverso una riforma che  sembra consolidare solo ben definite strategie politiche di lunga durata, svendendo gli IACP alla speculare condizione  di enti pubblici economici  e precarizzando  l’oggi ed il domani dei dipendenti  esposti al mercato degli  interessi politici e di governo.  Pertanto  non può chiamarsi “ riforma” un  processo avulso da reali  interessi sociali occupazionali ed economici, senza che ciò avvenga con la condivisione dei dipendenti ed un reale confronto con le parti sociali.  In tal senso il sindacato Confsal auspica un rinnovato modello di concertazione,  intesa realmente come elemento partecipativo ed inclusivo. E’ questa la chiave di volta di un convinto condiviso cambiamento.  Una vera  riforma regionale  delle Politiche Abitative passa da una più efficace  valorizzazione  degli Istituti Autonomi Case Popolari” su base territoriale. Di contro, oggi sommersi dal disastro dei  debiti e  sottoposti a continui commissariamenti, alcuni di valore, per altri meglio non parlarne. 

Per il sindacato occorre puntare decisamente a : rilanciare un grande piano “Casa” regionale;  assicurare a canone sociale una dignitosa qualità abitativa;  ridare ossigeno ad un settore strategico come l’edilizia popolare per prevenire il depauperamento del patrimonio abitativo con  la programmazione su base annua di piani di intervento e manutenzioni, mantenendone la qualità ed  efficienti  livelli di sicurezza, con ricadute  occupazione  ed  economia siciliana. Tutto questo passa  attraverso una migliore e più efficace  valorizzazione  del personale dipendente ed una  profonda riorganizzazione di uffici e servizi.  In nessuno dei disegni di legge in atto traspare tale auspicata  visione organica indicata dal sindacato.   Pertanto questa riforma andrebbe  collocata  in un  più ampio quadro della  razionalizzazione della pubblica amministrazione nella Regione Siciliana.  L’art. 1 della legge regionale 10/2000  disciplina l'organizzazione degli uffici dell'Amministrazione regionale,  i rapporti di lavoro e d'impiego alle dipendenze della Regione e degli enti pubblici non economici, sottoposti a vigilanza e/o controllo della Regione. Con lo scopo  di  accrescere l'efficienza dell'Amministrazione regionale, mediante il coordinato sviluppo di sistemi informativi pubblici. Razionalizzare il costo del lavoro pubblico, contenere la spesa complessiva del personale, diretta ed indiretta, entro i vincoli di finanza pubblica regionale.  Migliorare l’utilizzazione delle risorse umane, valorizzare  i dipendenti ad elevata produttività, curandone lo sviluppo professionale, garantendo pari opportunità a lavoratrici e lavoratori ed assicurando ad essi dignità professionale,  salariale ed economica. In ultimo siamo favorevoli all’inserimento delle parti sociali e delle associazioni degli utenti, purchè   limitato agli  organismi di controllo  dell’operato  dei CdA e dei Revisori degli enti.

La scrivente organizzazione sindacale, con il conforto di soggetti appartenenti al mondo economico, sociale e delle professioni, con la partecipazione degli stessi dipendenti degli IACP, ha redatto uno specifico studio sulla tematica del ”  social housing”  che se opportunamente sviluppata potrebbe costituire anche il volano per una ripresa del settore dell’edilizia.

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