Festività natalizie, gli agrigentini per bevande e alimenti spenderanno 89 milioni di euro

La proiezione viene fatta dall'osservatorio economico regionale di Confartigiano imprese Sicilia. La spesa per prodotti alimentari artigianali, si stima invece che sarà di 36 milioni di euro

La spesa delle famiglie agrigentine - per l'acquisto di alimentari e bevande, durante il mese in corso, in occasione delle festività natalizie - sarà di 89 milioni di euro (+15 mln rispetto al consumo mensile). La stima viene fatta dall'osservatorio economico regionale di Confartigiano imprese Sicilia. La spesa per prodotti alimentari artigianali, si stima invece che sarà di 36 milioni di euro ad Agrigento.

Ma l'isola, Agrigento compresa, si conferma terza - nella classifica nazionale - per esportazioni. I primi 10 Paesi di destinazione di prodotti alimentari e bevande realizzati da imprese dislocate sull'isola (73,8% dell’export) – StatiUniti (14,6%), Germania (14,4%), Francia (10,4%), Giappone (7,0%), Paesi Bassi (6,7%), Regno Unito (4,9%), Spagna (4,5%), Malta(4,3%), Svizzera (4,0%) e Belgio (2,9%) – crescono complessivamente del +9,9%. Gli aumenti più accentuati si rilevano per Paesi Bassi (+26,1%), Stati Uniti (+15,2%), Germania (+13,4%) e Giappone (+12,6%). 

A livello provinciale si osserva l'aumento più alto della domanda estera delle eccellenze del food made in Sicilia a Ragusa (+37,9%), Catania (+18,3%), Agrigento (+16,8%) e a Caltanissetta (+16,8%). Mentre, i territori che mostrano una propensione all'export del settore superiore a quella media regionale (0,80%) sono: Trapani (1,82%), Ragusa (1,48%), Agrigento (1,30%) e Messina (1,23%).

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“Siamo sempre più convinti che il futuro è nell’artigianato – dice Giuseppe Pezzati, presidente regionale di Confartigianato Imprese –. L’impresa artigiana incarna un modello imprenditoriale unico ed insostituibile.Questo è tanto più vero nell’artigianato alimentare dove le macchine non potranno mai rimpiazzare né replicare la manualità, l’ingegno, il saper fare con le mani e la creatività tipiche dell’artigiano. E i dati parlano chiaro, con oltre 10 mila unità impegnate nell’artigianato alimentare in Sicilia e l’Isola che occupa il secondo posto nella classifica nazionale per numero di imprese artigiane del comparto alimentare, dopo la Lombardia.La Sicilia poi, si piazza alterzo posto, nella classifica nazionale delle esportazioni di cibo e bevande. E questi dati sono per noi una grande soddisfazione. Da non sottovalutare inoltre – aggiunge Pezzati – l’importanza della produzione bio, un valore aggiunto anche nella crescita dell’export. Il biologico, infatti, è sempre più richiesto dal mercato estero”. 
 

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