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Venerdì, 19 Aprile 2024
Economia Cammarata

Ben 400 milioni per l'efficienza delle dighe, fondi anche nell'Agrigentino

Vertice tra il presidente della Regione Nello Musumeci e il dirigente generale della direzione dighe del ministero delle Infrastrutture, Ornella Segnalini

Oltre 400 milioni di euro per mettere in piena efficienza le dighe dell’isola. Questo il piano di lavoro del governo regionale, concordato nel corso di un incontro tenutosi a Palermo tra il presidente della Regione Nello Musumeci e il dirigente generale della direzione dighe del ministero delle Infrastrutture, Ornella Segnalini.

Fra le opere per le quali sono stati chiesti i finanziamenti c'è anche il completamento della diga Cannamasca di Cammarata, oltre a importanti collegamenti fra i vari impianti. Previste anche azioni di risanamento su molte opere esistenti per potere essere collaudate e quindi capaci di immagazzinare maggiori volumi idrici. Se le dighe fossero tutte collaudate, infatti, la capacità degli invasi aumenterebbe di circa il quaranta per cento, passando dall'attuale volume autorizzato di 417 milioni di metri cubi a 578 milioni. Le progettazioni preliminari, e in alcuni casi anche esecutive e quindi già cantierabili, sono state realizzate con le risorse interne degli ufficio dighe, coordinato da Francesco Greco.

Alla riunione hanno preso parte, tra gli altri, per il ministero i dirigenti Angelica Catalano e Vincenzo Chieppa, per la Regione l’assessore dell’Energia e dei servizi di pubblica utilità Alberto Pierobon, il dirigente generale del dipartimento Acqua e rifiuti, Salvo Cocina e il responsabile del servizio Gestione infrastrutture per le acque, Francesco Greco e il consulente dell'assessorato, Giuseppe Pollicino.

Nel corso del vertice, si è proceduto a fare il punto sui progetti - del valore di quasi 465 milioni di euro - che la Regione ha presentato a Roma e i cui finanziamenti sono in fase di assegnazione da parte del ministero per il settore idrico nazionale. Nel lungo elenco, sono stati inseriti il ripristino funzionale e il riefficientamento di molte opere di presa alimentanti gli invasi, di acquedotti di interconnessione tra serbatoi artificiali, di adduttori di alimentazione di reti irrigue e potabili, di infrastrutture e impianti consortili per i comprensori irrigui. In particolare, sono stati previsti 32 interventi per un totale di 198 milioni per la sezione ‘Invasi’ e 34 per 267 milioni di euro per quella 'Acquedotti’.

"La grave crisi idrica, potabile e irrigua - spiega il presidente della Regione Siciliana Nello Musumeci - è una delle emergenze decennali, mai risolte, che il mio governo ha dovuto fronteggiare fin dall’insediamento. Non ci siamo limitati, però, solo agli interventi immediati. Con gli interventi programmati, dopo un trentennio ben 14 dighe passeranno dall'esercizio provvisorio al collaudo definitivo. Abbiamo pensato a un piano strategico di potenziamento delle infrastrutture, che fra qualche anno ci potrà consentire di guardare all’attuale stato di crisi come un lontano ricordo"

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