Disoccupazione nell'Agrigentino, Gero Acquisto: "Rivedere politiche per il Sud"

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di AgrigentoNotizie

Gero Acquisto, segretario della Uil di Agrigento, interviene dopo i dati dell’Istat che inchiodano la Sicilia ancora indietro rispetto al resto del Paese sul tema occupazionale e sull’aumento della disoccupazione.

“Purtroppo dobbiamo constatare ancora una volta che il divario e la forbice in materia di lavoro è diventata una voragine in Italia come attesta il report dell’Istat per il 2017. Mentre scende la disoccupazione nel Paese all’ 11.2 % e nel nord gli occupati crescono, in Sicilia la fotografia è allarmante, numeri da brivido, si passa dal 22 % a circa il 60% nella fascia giovanile 15/24 anni".

"E’ chiaro che le politiche per il lavoro al sud non hanno prodotto effetti benefici, come la nascita di posti di lavoro e di politiche per il tessuto produttivo. Ad Agrigento la situazione è ancora più drammatica, perché negli ultimi anni un dato che non può sfuggire a nessuno è il tasso di emigrazione, sia giovanile, sia anche in età adulta: non trovando occasioni di inserimento o reinserimento lavorativo, i siciliani sono costretti a lasciare la propria terra".

"E’ sotto gli occhi di tutti che la crisi deve essere sbloccata, partendo dagli investimenti sul territorio; in questa terra ancora non c’è un percorso virtuoso e gli standard di vita si sono abbassati. I famosi interventi sulle infrastrutture vanno a rilento, non ultimo la problematica anche sulle ferrovie e sul tratto Palermo-Agrigento che presenta criticità, come dimostrato dall’ultima inchiesta televisiva. Per non parlare degli impegni che nelle ultime competizioni elettorali hanno promesso tanti uomini politici per lo sblocco di opere strategiche dell’asse viario provinciale, purtroppo ancora al palo".

"Eppure, anche in mancanza di questo vuoto politico, molti imprenditori stoicamente fanno di tutto per non chiudere le attività, pur in mancanza di servizi e di uno Stato che possa essere vicino a chi investe i propri risparmi per creare occupazione. Questa provincia non può restare l’ultimo lembo di Italia, i tanti parlamentari eletti a Palermo e a Roma devono battere i pugni nei confronti dei governi per interventi mirati e precisi, per dare ossigeno e sicurezza a chi è rimasto sul territorio".

"Qui purtroppo manca la speranza del presente e del futuro e quindi mancano le occasioni per inserire giovani e meno giovani in un circuito lavorativo e le poche attività lottano ogni giorno per non abbassare le tendine. Vedremo adesso se questo Governo regionale Musumeci, con il Def 2018/2020, potrà sbloccare gli investimenti e rilanciare la crescita economica e occupazionale, se no rischieremo di trovare da qui a qualche anno un’isola ancora più povera e senza speranza".

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