Sedici licenziati alla discarica di Siculiana, sindacati: più tempo per riassorbirli

I confederali sono riusciti a far portare a 26 mesi il periodo, se le cose miglioreranno, entro il quale potranno essere riassunti dalla ‘Catanzaro Costruzioni’

Una veduta della discarica

Non è molto. Ma è il massimo – visto la situazione di crisi – che i sindacati confederali sono riusciti ad ottenere. I 16 dipendenti licenziati – sui complessivi 45 – della “Catanzaro costruzioni”, che gestisce la discarica sub comprensoriale di contrada Matarana a Siculiana, si sono visti allungare il periodo entro il quale l’azienda, se le cose miglioreranno, potranno essere riassunti. “Abbiamo cercato di fare il possibile – ha spiegato il sindacalista della Uil: Nino Stella – ma, al momento, nessuno va a scaricare in discarica. Si tratta di lavoratori specializzati di mezza età che, visto il territorio dove viviamo, difficilmente riusciranno a trovare subito nuovo lavoro. Quindi siamo riusciti a far portare a 26 mesi il periodo, se le cose miglioreranno, entro il quale potranno essere riassunti dalla ‘Catanzaro Costruzioni’.

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Cala il lavoro alla discarica di Siculiana, licenziati 16 dipendenti 

Se la Regione dovesse dare l’autorizzazione affinché la discarica venga messa a norma, a lavori fatti questi 16 licenziati potrebbero tornare al lavoro”. Che si sarebbero dovuti “consumare” i licenziamenti alla “Catanzaro Costruzioni” era diventato certo all’inizio dello scorso ottobre. Da 5 sono passate a 3 le sezioni aperte – a partire dallo scorso primo giugno – alla discarica sub comprensoriale di contrada Matarana a Siculiana. “Il quadro attuale non lascia prevedere alcuna reversibilità della situazione, essendo questa sottratta alla disponibilità della Catanzaro Costruzioni Srl Unipersonale che, pure, si è attivata – avevano scritto dall’azienda – nelle competenti sedi per ottenere in via amministrativa le necessarie autorizzazioni”. Diminuito, dunque, il lavoro alla “Catanzaro Costruzioni” non è rimasto altro da fare che avviare la procedura di licenziamento collettivo per 16 dipendenti sui complessivi 45. Dipendenti ritenuti “strutturalmente in esubero rispetto alle attuali esigenze tecniche, organizzative e produttive”. 

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