Coronavirus e danni all'economia, le associazioni di categoria: "Troppo poco quanto disposto dal Governo"

Confcommercio e Confesercenti criticano le misure contenute nel decreto fiscale varato dal Governo Conte: "Così molte aziende chiuderanno"

Firmato il primo decreto fiscale da parte del Governo, arrivano le reazioni delle associazioni di categoria che attendevano, con speranza e impazienza, provvedimenti da parte dello Stato a sostegno delle Aziende. Provvedimenti che sono stati in larga parte ritenuti di fatto non efficaci a confrontarsi con l'attuale crisi che sta attanagliando i comparti del turismo, della ristorazione ma anche della semplice vendita al dettaglio.

"Si tratta di un decreto legge senza respiro - dice il presidente di Confcommercio Sicilia Francesco Picarella - che, in assenza di un cambio di passo da parte del governo, decreterà la morte delle imprese più deboli lasciandone altre molto ammaccate, soprattutto nel sud Italia. Uno dei rischi più concreti è rappresentato dalla vendita ai soliti fondi internazionali di aziende che non saranno in grado di reggere questi momento. Il raffronto è tra i 25 miliardi messi sul tavolo dal nostro Governo nazionale contro i 500 della Germania. Questa non è Europa. Ne usciremo impoveriti pesantemente. Il tema, secondo noi, resta il differenziale tra noi e gli altri paesi. E in queste situazioni emerge con chiarezza".

Nel dettaglio Confcommercio Sicilia ritiene insufficienti le misure introdotte dal decreto, "a cominciare dalla sospensione dei versamenti dei contributi previdenziali ed assistenziali e dei premi per l’assicurazione obbligatoria e di tutti gli adempimenti, circostanza che, ovviamente, non risolve il problema ma lo rinvia. Le aziende con crisi di liquidità che hanno chiuso e che si spera riaprano presto, si troveranno il 31 maggio a dover affrontare una spesa non programmata, così come la rateizzazione in sole 5 rate risulta inadeguata. Nel credito d’imposta per botteghe e negozi - aggiunge - sono tenute fuori dalla casistica alcune categorie catastali ivi compresa quella del settore alberghiero".

Critica anche la posizione di Confesercenti, con il suo presidente regionale Vittorio Messina. "Dal Governo - dice - arriva una risposta a supporto dell’economia e delle imprese, anche se appare chiaro che esiste la necessità di ulteriori misure davanti ad una situazione difficile come quella che stiamo vivendo. Va riconosciuto - aggiunge - che il testo del decreto pur recependo molte delle nostre richieste, va integrato con altre misure che possano garantire reali possibilità di sopravvivenza ad un tessuto economico fortemente colpito dallo stato di emergenza Covid-19”.

“Il decreto - continua Vittorio Messina - dà alcune risposte significative per molti settori, ma alcune misure sono da rivedere, specialmente quelle che si riferiscono al commercio. Ora è opportuno che gli enti locali facciano la loro parte tenendo conto delle specificità dei comparti portanti per la mostra economia come quello del Turismo. Si tratta di sospendere le scadenze dell'imposizione locale in modo da consentire alle attività economiche di prendere una boccata d'ossigeno in vista di una ripresa che si prospetta problematica e non tanto vicina. In questo senso i rinvii delle scadenze fiscali, rimangono ancora di respiro corto. Sia pure nella consapevolezza delle difficoltà in cui versano le municipalità, dai sindaci attendiamo segnali forti e iniziative audaci per sostenere le famiglie e le imprese delle loro comunità. Ad esempio sarebbe buona cosa cominciare a scontare tasse sui rifiuti e suolo pubblico per i periodi di sospensione forzata delle attività”.

“Ci conforta, intanto, la notizia - conclude il presidente di Confesercenti Sicilia - che altri provvedimenti saranno messi in cantiere per arginare i danni provocati da questa eccezionale emergenza sanitaria e per consentire una pronta ripresa dell’economia”.

Interviene anche Gabriella Cucchiara, rappresentante della Fipe Confcommercio della provincia di Agrigento.

"Le misure approvate dal tanto atteso decreto fiscale sono importanti ma insufficienti e decreteranno la morte per le piccole imprese soprattutto al sud. È sicuramente una cosa vergognosa. Ci aspettavamo un piano straordinario illimitato senza tutti questi paletti che sarebbe servito a risollevare l'economia di tutto il sistema imprenditoriale. Blocco totale di mutui e bollette. Moratoria dei protesti. Nel momento in cui riapriremo le nostre aziende non sapremo come far fronte a una situazione così drammatica. Fino ad ora siamo stati positivi e propositivi. Ma così non si va da nessuna parte. È necessario fare altro per non fare morire del tutto la nostra economia. Voglio comunque lanciare un messaggio a tutti gli imprenditori del settore. Tutto questo non deve scoraggiarci. Anzi deve essere uno sprone per andare avanti e continuare a combattere. Dobbiamo stare uniti come mai perché solo così possiamo farcela".

Positivo invece il commento dei deputati 5 stelle Michele Sodano e Filippo Perconti.

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"Il Consiglio dei Ministri ha varato il primo decreto economico per aiutare i lavoratori, gli stagionali, gli autonomi e gli imprenditori messi duramente alla prova dall’emergenza coronavirus: sono stati quindi stanziati i primi 25 miliardi che permetteranno anche l’assunzione di nuovi medici e infermieri e l'ampliamento dei reparti di terapia intensiva e pneumologia - dicono -. Grazie a un lavoro non-stop, che ha impegnato tutte le forze di Governo guidate dal Premier Giuseppe Conte, ci sono provvedimenti trasversali che riguardano tutte le categorie lavorative. E’ fondamentale citare alcuni di questi sostegni: dalla possibilità per tutti i dipendenti di ottenere la cassa integrazione, all’indennità di 600 euro per tutte le partite iva per il mese di Marzo che verrà rinnovata ad Aprile con nuovo decreto in lavorazione. Vengono posticipate a fine maggio tutte le principali scadenze fiscali per chi non è in grado di pagare. Chi ha un mutuo sulla prima casa potrà chiedere la sospensione delle rate del mutuo anche se è un lavoratore autonomo. Anche le imprese saranno ammesse al beneficio se certificano di aver perso oltre un terzo del fatturato rispetto a quello dell’ultimo trimestre 2019. Abbiamo pensato anche all'esigenza di coprire scadenze immediate, eventuali cambiali, carte di credito e assegni inserendo una forma di garanzia, semplificata e senza valutazioni, per l’erogazione immediata di finanziamenti a 18 mesi di importo fino a 3 mila euro per persone fisiche esercenti attività di impresa, arti o professioni assoggettati la cui attività d’impresa è stata danneggiata dall’emergenza Covid-19. Queste sono solo alcune delle misure straordinarie per l'economia. Nel mese di Aprile, e ogni mese fino alla risoluzione della crisi, vareremo un nuovo decreto che possa rispondere alle mutate esigenze della popolazione italiana, portando a Roma la voce e le esigenze degli imprenditori e dei lavoratori della Sicilia. Per il momento invitiamo tutti i cittadini a prendere visione del Decreto e a condividere tutte le informazioni che possono risultare utili alla comunità del nostro territorio. Noi siamo in ascolto e a lavoro, tutti insieme ce la faremo”.

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