Sabato, 24 Luglio 2021
Economia

Crollo delle richieste di finanziamento alle imprese, Agrigento è prima in classifica

Gli effetti della pandemia si fanno sentire: nel 2020 si era registrato il boom di richieste agli istituti di credito per far fronte al calo di liquidità. Adesso, con la ripresa economica, si è alleggerita la tensione e le aziende tornano a respirare

Nel 2020, in piena pandemia, era stata una corsa sfrenata ai prestiti per far fronte ad un notevole flusso di cassa causato dalle chiusure imposte dalle restrizioni anti-Covid. Adesso si torna a respirare e, nel 2021, si registra un crollo piuttosto importante (-38,5%) delle richieste di finanziamento da parte delle imprese siciliane. Un crollo che è più marcato proprio in provincia di Agrigento che risulta essere al primo posto tra le province dell'isola

In linea generale i valori si sono riallineati a quelli del 2019 con una mole di richieste di finanziamento che si attesta ormai su livelli standard. 

Dall’analisi delle istruttorie di finanziamento contribuite in Eurisc il sistema di informazioni creditizie gestito da Crif, il trend in atto riguarda sia le società di capitali (-29,8%), sia le Imprese individuali (-50,2%).

Al contempo emerge un forte incremento dell’importo medio richiesto (addirittura +91,3%), che nel secondo trimestre dell’anno si è attestato a 98.689 euro. Per quanto riguarda le Imprese individuali l’importo medio è risultato pari a 35.894 euro (+69% contro i 131.941 euro delle società di capitali (+77,7%).

“Già alla fine del 2019 quasi la metà delle imprese italiane presentava situazioni di liquidità delicate e senza particolari margini di manovra - ha detto Simone Capecchi, executive director di Crif - per cui uno shock tanto imprevisto quanto violento come quello causato dalla pandemia da Covid-19 aveva determinato un deciso incremento delle richieste di credito da parte delle imprese per far fronte alle esigenze finanziarie di breve termine. Così, per quattro trimestri consecutivi, i volumi di richieste di credito sono stati decisamente sostenuti. Solo a partire dal secondo trimestre del 2021 si registra un’inversione di tendenza, grazie alle prospettive di ripresa economica. Al contempo è aumentato in modo significativo l’importo medio dei finanziamenti, a conferma di una crescente propensione delle imprese a frazionare meno le richieste, rivolgendosi primariamente agli istituti di riferimento con i quali intrattengono rapporti abituali”.

La situazione in dettaglio 

In Sicilia la flessione delle richieste è stata decisamente più contenuta rispetto al dato nazionale, facendo segnare un -1,2%.

Con 56.195 euro, anche l’importo medio richiesto in regione risulta inferiore rispetto al valore nazionale malgrado un balzo del +37,2%.

A livello di singole province, la Sicilia presenta un andamento disomogeneo, con una flessione delle richieste più accentuata ad Agrigento con un -8,8%.

Seguono Enna con un -7,2%, e Messina con un -3,0%.

A Palermo la contrazione è stata più contenuta, con un -2,8%. Al contrario, a Ragusa le richieste sono cresciute del +4,5% rispetto alla corrispondente rilevazione. Segno positivo anche a Catania (+2,8%) e Siracusa (+0,4%) mentre Trapani la dinamica resta invariata.

Per quanto riguarda l’importo mediamente richiesto, invece, il valore più consistente è quello registrato a Trapani, con 62.513 euro, e a Ragusa, con 62.496 euro, contro valori prossimi ai 60.000 euro di Catania, Enna e Palermo. Malgrado la crescita rispetto alla rilevazione del 2020, Siracusa, Agrigento e Messina restano sotto i 50.000 euro di media.

Fonte: EURISC – Il sistema CRIF di informazioni creditizie

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