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Emergenza idrica, il fronte di agricoltori, allevatori e consumatori uniti pronto alla protesta: “Governo regionale messo in mora”

Nota- Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di AgrigentoNotizie

Il 13 aprile a Dittaino si è costituito il comitato spontaneo Fau - Il Fronte di agricoltori, allevatori e consumatori uniti. E’ stato promosso da espressioni dei presidi di ogni provincia regionale. 

Gli agricoltori e gli allevatori siciliani (in uno con consumatori coinvolti dalla Organizzazione Mondiale per la Vita) hanno lamentato al Governo e al Parlamento Siciliano che “l’attenzione sinora dedicata appare ed è del tutto insufficiente perché insufficiente appare ed è l’attenzione”. In una missiva, inviata via pec da studio legale della Rete internazionale degli Avvocati della Omv, il Comitato Fau ha rappresentato - reiterando temi postI ma rimasti senza pratica soluzione - che dinanzi ad una situazione drammatica per la crisi idrica  occorrono - nelle more di una pianificazione da sviluppare anche attivando una consulta - azioni immediate, interventi immediati, risorse immediate. “Da mesi e mesi non vi è pascolo. Fieno e foraggio sono praticamente finiti. La produzione è compromessa. Gli animali sono in sofferenza. I contributi per i carburanti si sono prosciugati”.

Questi i punti di domanda:  “Desideriamo sapere la Regione cosa mette in campo? Cosa farà per l’approvvigionamento idrico? Cosa autorizzerà o imporrà per l’abbattimento della fauna selvatica e la rimozione delle carcasse? Cosa devolverà per gli urgenti aiuti economici, ristori e indennizzi? Quando tempo passerà dalla definizione della pianificazione alla traduzione esecutiva? Possono per una volta i tempi della Politica essere compatibili con la lettura della realtà?” Si è, pertanto, invocato per l’intero comparto agricoltura 1. utilizzo di pozzi e acqua demaniali; la somministrazione di acqua attraverso autobotti di protezione civile, asp, militari; 2. elargizione di contributi a fondo perduto per la realizzazione di pozzi, impianti e sistemi di irrigazione e fertirrigazione, irreggimentazione e raccolta delle acque piovane; 3. snellimento, velocizzazione, standardizzazione delle pratiche burocratiche da presentare in uffici unici per l’istruttoria e la delibera; 4. aiuto economico per la salvaguardia del patrimonio zootecnico e per ciascun capo di bestiame adulto e indennizzo economico per mancato raccolto e reddito di frumento e fieno da calcolare ad ettaro e per mancato raccolto e reddito per alberi da frutta e ulivo da stimare ad ettaro; 5. accordo con istituti di credito e finanziario per non attivare procedure monitorie e/o risolutive e/o di evidenza in centrale rischi da accompagnare con accollo da parte della Regione degli interessi e sanzioni maturandi; 6. sblocco accrediti emergenza non liquidati in assenza di Durc da non esigere fino a dicembre 2025. Il Fau ha praticamente messo in mora il Governo regionale, chiamando direttamente in causa il presidente e gli assessori con delega alla Agricoltura e al Bilancio.

Dieci giorni. In mancanza di esaustive risposte il Fau ha preannunciato iniziative di protesta e proposta al motto e grido “Io ci sono”, per non permettere che si perdano campi e colture, che muoiano animali, che vengano ipotecate proprietà, che si fermino i mezzi, che si costringano altri figli di famiglia a lasciare l’Isola, che si deprezzino i terreni, che - direttamente o indirettamente - si svendano alle multinazionali, che si offra sponda a prodotti che, incontrollati, provengono dall’estero per essere consumati nelle tavole di ignare famiglie messe a rischio di contaminazione e di veleni.

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