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Lo tsunami Covid ha messo in ginocchio il turismo: poche prenotazioni per Pasqua e aziende chiuse

Il presidente nazionale di Assoturismo e di Confesercenti Sicilia, Vittorio Messina: "Pesa anche il blocco degli eventi e dei viaggi di lavoro, dunque il settore della convegnistica. Anziché organizzare un meeting in albergo, lo si fa in video conferenza"

Lo tsunami Covid ha fatto cancellare le prenotazioni, nelle strutture ricettive, di gennaio e febbraio. Per marzo c'è solo il 20 per cento di camere prenotate, mentre per Pasqua se prima dell'era Coronavirus si registrava il 40 per cento di prenotazioni, oggi arrivano pochissime chiamate. A fare il punto della situazione - per niente felice - è  l'agrigentino Vittorio Messina, presidente nazionale di Assoturismo e di Confesercenti Sicilia. 

A pesare, oltre alla quasi totale assenza del turismo straniero, è "il blocco degli eventi e dei viaggi di lavoro, dunque del settore della convegnistica. Anziché organizzare un meeting in albergo, lo si fa in video conferenza - spiega, al Giornale di Sicilia, Messina - . I nostri competitor, Francia, Spagna e Grecia, hanno riaperto da tempo, e nel nostro settore chi arriva ultimo alla riapertura ha perso in partenza".

Sono state 175 le imprese chiuse a fronte di 111 aperte, con un meno 64 aziende. Sono questi i dati di un?indagine nazionale di Assoturismo Confesercenti. "Bisogna intervenire in fretta - dice Messina - la road-map che sta preparando il governo nazionale arriva già in ritardo, perché i nostri competitor, Francia, Spagna e Grecia in primis, hanno riaperto da tempo, e nel nostro settore chi arriva ultimo alla riapertura ha perso in partenza". 

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