Economia

Covid-19 e timidi segnali di ripresa: tre barche da pesca in mare

La marineria saccense sta perdendo un volume d'affari complessivo di circa 120 mila euro al giorno

Vogliono rifornire le pescherie rimaste aperte. Tre barche della flotta di Sciacca hanno deciso di riprendere l'attività di pesca. Si tratta di una modesta rappresentanza della marineria perché la quasi totalità dei natanti - dal 16 marzo scorso - sono fermi. Si perde un volume d'affari complessivo di circa 120 mila euro al giorno. Sono 120 i natanti della flotta saccense.

Pur potendo operare, rientrando il settore tra quelli ai quali è consentito rimanere in attività, visto che i mercati ed i ristoranti sono chiusi e molte pescherie hanno preferito rimanere con le saracinesche abbassate, la decisione è stata quella di sospendere ogni attività.

Sono stati consegnati al Circomare di Sciacca, guidato dal tenente di vascello Giuseppe Giannone, i documenti di bordo delle singole unità di pesca, intervento necessario perché gli operatori, poco meno di 500 unità, possono beneficiare della cassa integrazione in deroga, fino a un massimo di nove settimane. Il volume d'affari della marineria di Sciacca è di circa 20 milioni di euro l'anno, quindi si può considerare una perdita giornaliera tra 150 mila e 200 mila euro al giorno sulla collettività solo per il pescato. 

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