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Lunedì, 27 Maggio 2024
Economia

Concessioni balneari, un intero comparto in apprensione a pochi mesi dalla scadenza

Preoccupato il vice presidente vicario di Confcommercio Gero Niesi: “Mappatura delle spiagge in ritardo ed imprenditori disorientati”

Troppo immobilismo con la minaccia di un probabile “ultimatum” da parte della Comunità europea per ciò che riguarda le concessioni balneari in scadenza il prossimo 31 dicembre. Il vice presidente vicario di Confcommercio Agrigento con delega al Sindacato italiano balneari, Gero Niesi, non nasconde tutta la sua preoccupazione. L’associazione di categoria, in ogni caso, rimane al fianco agli associati: “Non lasceremo soli gli imprenditori del settore - ha detto Niesi - e li supporteremo in questa battaglia. Il tempo passa inesorabilmente e le notizie che si susseguono non sono per nulla incoraggianti.

Con la scadenza fissata al 31 dicembre e la direttiva europea Bolkestein che impone le riassegnazioni tramite gare, con effetti decisamente preoccupanti per decine di migliaia imprese, l’immobilismo delle istituzioni risulta essere destabilizzante e avvilente. Anche la tanto attesa mappatura delle spiagge, tanto sollecitata da chi vuole apparire interessato e attento al tema, è già in preoccupante ritardo e con ogni probabilità non risolverà il problema, visto che la giustizia europea ha già sentenziato che il diritto dell’Unione non osta a che la scarsità delle risorse naturali e delle concessioni disponibili sia valutata combinando un approccio generale e astratto a livello nazionale ed un approccio caso per caso basato su un’analisi del territorio costiero del Comune in questione. In buona sostanza la Corte ha sempre esplicitato che spetterà al giudice nazionale stabilire se la risorsa sia o meno scarsa, ma che in ogni caso l’eventuale scarsità non può rimettere in discussione l’applicazione dei primi 2 commi dell’articolo 12 della direttiva: selezione tra i candidati e nessun rinnovo automatico. Inoltre i criteri adottati da uno Stato membro per valutare la scarsità devono basarsi su criteri obiettivi, non discriminatori, trasparenti e proporzionati. Con buona pace di chi crede ancora che si possa ancora sperare nei rinnovi evitando le gare“.

Niesi si è anche soffermato su un altro argomento particolarmente spinoso: i piani di utilizzo delle aree demaniali marittime. 

“I comuni della costiera agrigentina - aggiunge - tacciono e forse aspettano un altro intervento che li tolga dall’impasse della predisposizione di un piano che stanno dimostrando di non essere in grado di gestire. Ai sindaci del litorale agrigentino si chiede ormai da tempo di predisporre e adottare il piano di utilizzo delle aree demaniali marittime, in conformità ai principi definiti dall’Unione europea ed alla vigente legislazione statale e regionale di settore. Sia chiaro che il disattendere tale adempimento renderà, di certo, inesorabile il tracollo dell’intero comparto rischiando di vanificare il lavoro di tantissimi padri di famiglia.

Le amministrazioni comunali, come più volte abbiamo voluto rimarcare, devono avere chiaro che le strutture balneari sono un patrimonio per tutto il territorio, sia economico che identitario, da proteggere e valorizzare, che vanno affiancate e sostenute in un percorso di sviluppo. 

In questo immobilismo generale le imprese balneari sono le uniche a muoversi, con coraggio ed un pizzico di follia, perché sono consapevoli che solo attivandosi, anche a rischio di perdere cospicui investimenti, possono rimanere a galla trovandosi pronti ad affrontare la stagione estiva, il mercato, la burocrazia, le nuove normative, le aste pubbliche”.

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