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Concessioni balneari, pronto il censimento ma è in ritardo di 8 mesi

Il decreto è stato approvato dal Consiglio dei ministri. La Confcommercio: “Non è ancora chiaro come il Governo intenda mettere mano alla materia per decidere come riassegnare i titoli in scadenza”

Concessioni balneari, pronto il censimento ma è in ritardo di 8 mesi 

Il decreto è stato approvato dal Consiglio dei ministri. La Confcommercio: “Non è ancora chiaro come il Governo intenda mettere mano alla materia per decidere come riassegnare i titoli in scadenza”

Il censimento che disciplina il censimento delle concessioni balneari è finalmente arrivato. Il Consiglio dei ministri, infatti, ha approvato il decreto legislativo con cui si avvia la mappatura di tutte le concessioni sul demanio pubblico.

Il censimento di tutte le concessioni demaniali potrà essere effettuato inserendo in uno specifico database la natura del bene oggetto di concessione, l’ente proprietario e, se diverso, l’ente gestore, le generalità del concessionario, la modalità di assegnazione della concessione, l’identificativo dell’atto che regola la concessione, la durata della concessione, i rinnovi in favore del medesimo concessionario e l’entità del canone concessorio”.

Comuni, Province e Regioni dovranno inviare i dati dei loro beni demaniali in concessione al Siconbep, la piattaforma del Ministero dell’economia.

L’intento, a tal riguardo, dichiarato dal Governo è quello di “assicurare la massima trasparenza di tutti i rapporti concessori” attraverso il congiunto utilizzo della banca dati delle concessioni e la già esistente banca dati delle spiagge, gestita dal Ministero delle Infrastrutture.

Il Sindacato italiano dei balneari vede favorevolmente tale censimento delle concessioni demaniali, perché ci sono probabilità che potranno essere individuati altri spazi demaniali da dare in concessione, salvaguardando quindi le concessioni in essere che, è questo l'auspicio, potrebbero evitare la riassegnazione tramite gara. Questo lavoro, quindi, potrebbe rimettere in discussione il verdetto della Corte di Giustizia Europea.

Corte che, da parte sua, ha confermato l’obbligo di riassegnazione delle concessioni demaniali tramite gare pubbliche, ribadendo l’illegittimità dei rinnovi automatici e affermando che la direttiva Bolkestein si applica a tutte le concessioni di occupazione del demanio marittimo.

Su tale specifico aspetto si attende comunque il prossimo tavolo tecnico, previsto per il prossimo 25 luglio, che potrebbe dare altri e ulteriori chiarimenti relativamente ai criteri della cosiddetta scarsità delle risorse.

Ma al di là della mappatura, sicuramente utile e necessaria, non è comunque ancora chiaro come il Governo intenda mettere mano alla materia per decidere come riassegnare i titoli in scadenza.

“Ricordiamoci comunque - dichiara Gero Niesi, delegato provinciale del SIB di Confcommercio Agrigento – che l’Europa continua ad impedire il rinnovo automatico delle concessioni esistenti e invita ad indire bandi di gara ad evidenza pubblica. E ad oggi, i tentennamenti delle istituzioni, fanno permanere l’incertezza tra gli operatori del settore. Da parte loro, gli imprenditori possono solo, come fatto finora, adoperarsi per non essere impreparati alle decisioni che prima o poi arriveranno e non pregiudicare a loro stessi la riassegnazione dei titoli concessori. Ciò significa dare subito avvio alla predisposizione di un proprio progetto da presentare, eventualmente, in caso di gara. Come Associazione di categoria e sindacato di balneari, di certo, saremo sempre a fianco dei nostri associati non lasciandoli soli, anche perché è persistente, ad oggi, la sensazione di disinteresse per un intero comparto fatto da tanti padri di famiglia che hanno nella loro impresa l'unica fonte di sostentamento familiare”.

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