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Tari, la stangata è rinviata: in leggero calo la tassa per gli agrigentini

L'imposta presa a riferimento dal centro studi Uil è quella calcolata su una famiglia di quattro persone, residente in un'abitazione di 80 metri quadri e con reddito Isee pari a 25 mila euro

La riduzione è inferiore a un punto percentuale, ma tanto basta per scalare - per un volta - le classifiche in senso positivo. Agrigento città non è più tra le città italiane dove più salata è la Tari, la tasse sui rifiuti.

A dirlo è il report realizzato annualmente dalla Uil, che appunto ha tolto la città dei templi dalla poco ambita top 10 dei centri dove si paga di più per smaltire i rifiuti. In particolare il capoluogo ha visto una riduzione dello 0.77% della tassa, passando da 471 euro a 467 euro. L'imposta presa a riferimento dal centro studi del sindacato è quella calcolata su una famiglia di quattro persone, residente in un'abitazione di 80 metri quadri e con reddito Isee pari a 25 mila euro. 

Guardando l'evoluzione del costo, se nel 2018 era, per la stessa tipologia di utenza, di 477 euro, l'importo ha avuto diverse oscillazioni verso il basso e verso l'alto, con un picco nel 2021 di 488,2 euro e poi il calo che è avvenuto nel 2023 grazie ai maggiori introiti dell'attività di riscossione.

Se si vuole guardare altrove, nei centri dove il servizio dei rifiuti costa meno, la città più virtuosa è Belluno con i suoi 178 euro: quasi un terzo di quanto si paga in genere al Sud. 

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