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Martedì, 28 Novembre 2023
I rischi del settore

Caro energia, l’allarme di Assipan: “Chi vende il pane non può essere costretto a chiudere”

Grande preoccupazione espressa dal presidente provinciale dell’associazione Enzo Gaziano: “Viviamo un momento storico in cui si è già raggiunto un livello insostenibile per tutti”

L’aumento vertiginoso dell’energia sta mettendo in ginocchio l’intero comparto della panificazione. A lanciare l’allarme è Assipan Confcommercio.

“Abbiamo non più di 60 giorni davanti – afferma il presidente nazionale Antonio Tassone – e il rischio, dobbiamo dircelo, è che tra un paio di mesi il pane artigianale possa sparire dalle tavole degli italiani. Le piccole e medie imprese di questo passo scompariranno lasciando spazio ai grandi operatori industriali.

L’aumento dei prezzi, probabilmente, sarà la scelta che non verrà fatta, in quanto in un contesto come quello attuale dove il potere d’acquisto del consumatore finale è sempre più ridotto ci potremmo trovare da qui a breve ad una sostanziale riduzione dei consumi”.

Secondo le stime sono 1350 le imprese che potrebbero chiudere, con una perdita di circa 5300 occupati, da qui a pochi mesi.

Assipan Confcommercio ritiene indispensabile l’immediato inserimento delle imprese della panificazione fra quelle Energivore alla luce soprattutto dell’impatto che tale voce di costo ha sul valore della produzione e, in linea generale chiede di procedere alla revisione della fissazione dei prezzi del gas.

“Bisogna, senza ombra di dubbio, partire dal valore che si intende dare al pane, - dichiara Giacomo Zimbardo Vice Presidente Naz.le di Assipan - che deve essere visto come patrimonio identitario di ogni singola comunità e quindi da non disperdere ma bensì tutelare”.

È certamente una sfida importante quella del recupero e della valorizzazione in quanto deve trovare connessione lungo tutta la filiera, dal seme fino al prodotto finito, ma oggi più che mai si deve perorare tale sfida.

Purtroppo, - dichiara il presidente provinciale Enzo Gaziano - viviamo un momento storico nel quale si è superata la fase di allarme e si è già raggiunto un livello insostenibile per tutti, bisogna scongiurare il paventato e imminente trend negativo della chiusura delle attività, in ogni modo possibile. Senza interventi immediati, il pane artigianale, bene primario per eccellenza, potrebbe presto mancare sulle tavole di ognuno di noi”.

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