Cancellazioni e disdette: contraccolpo del Coronavirus sul turismo

Il presidente di Federalberghi: "Ricordiamo agli operatori turistici che non si può chiedere il certificato medico ai clienti che entrano in azienda, discriminandoli in ragione dell’etnia o della nazionalità"

"Il contraccolpo per il turismo è stato immediato. Tante le cancellazioni, disdette, paure e penali a seguito della diffusione del Coronavirus". Lo ha scritto il presidente di Federalberghi Francesco Picarella che ha spiegato come "quello cinese è un mercato importantissimo sia per grandezza che per spesa".

"La paura della propagazione del virus inevitabilmente, sta creando una considerevole riduzione dei flussi, recessione indotta dal rallentamento dell’economia cinese, paura ed allarmi ingiustificati. Come organizzazione sindacale per gli arrivi in essere presso le strutture turistiche, ci preme comunicare - ha chiarito Picarella - che il cordone sanitario che è stato creato è quanto di più restrittivo si potesse realizzare. Oltre 60 milioni di persone nell’area di Wuhuan sono di fatto confinate in casa e un miliardo di cittadini cinesi sono chiusi entro i loro confini. Ricordiamo agli operatori turistici che non si può chiedere il certificato medico ai clienti che entrano in azienda, per di più discriminandoli in ragione dell’etnia o della nazionalità. Se arriva in albergo qualcuno visibilmente affetto da sindromi respiratorie gli si può semplicemente proporre di rivolgersi ad un medico e, se si astiene dal farlo, avvisare le autorità" - ha raccomandato Picarella agli albergatori - .

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"Si sconsiglia vivamente le cancellazioni preventive in considerazione del rischio di attivare un clamoroso boomerang mediatico, oltre che fuori legge. Secondo gli esperti, non c’è motivo di allarme - ha concluso il presidente di Federalberghi Francesco Picarella - e la principale misura precauzionale consiste nel lavarsi le mani. Evitiamo di alimentare allarmismi, che finirebbero solo per ritorcersi verso la destinazione".

 

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