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Economia

Crollo del numero di lavoratori, la Uil: "Dati frutto di scelte sbagliate"

Nota- Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di AgrigentoNotizie

L'allarme è stato lanciato dalla Cgia di Mestre ed è stato recepito immediatamente dalla Uil agrigentina guidata da Gero Acquisto: entro il 2034 si perderanno molti posti di lavoro in Italia ed al primo posto indovinate chi si trova? Proprio Agrigento che perderà il 22,08 per cento dei lavoratori. Un numero esorbitante su cui il sindacato punta i riflettori per cercare di correre ai ripari. Al secondo posto figura Ascoli Piceno, mentre al terzo e al quarto posto figurano altre due province siciliane: Caltanissetta ed Enna.

Le ragioni di questo crollo sono legate essenzialmente al progressivo invecchiamento della popolazione, che porta con sé a cascata una marea di problemi: con sempre meno giovani e con tanti baby boomer destinati a uscire dal mercato del lavoro per questioni di età, molte zone del Belpaese subiranno un vero e proprio spopolamento, soprattutto al Sud. Anche se, paradossalmente, in questo scenario proprio il Mezzogiorno potrebbe riuscire a reagire meglio dell’operoso Nord.

Mentre nel nostro Paese, sulla scia di altri in Europa, si discute della settimana corta, la Cgia parla di “cambiamenti epocali in atto“: qualcosa di mai visto, in qualche modo, un mix esplosivo che sarà il prodotto del crollo demografico, delle crisi geopolitiche e delle due transizioni cruciali che stanno trasformando il mondo, quella digitale e quella energetica. Dal green ci si aspetta in tutto il mondo 30 milioni di posti di lavoro in più, ma l’Italia purtroppo è tra i Paesi con il maggior problema di competenze specializzate in questo ambito.

La crisi si sentirà soprattutto in settori generalmente collegati, e sostenuti, dalle persone mediamente giovani, e cioè in particolare mercato immobiliare, trasporti, moda e HoReCa (ricettivo). A beneficiarne, se non ci saranno cambi di marcia, saranno invece le banche.

"Questi dati della Cgia di Mestre sono allarmanti e al contempo meritano una attenta e immediata riflessione da parte della classe politica in primis - dice il segretario generale della Uil agrigentina, Gero Acquisto - Negli ultimi anni si è seminato poco ed anche quel poco male. Non si può rimanere inermi dinanzi a quella che potrebbe essere una vera e propria catastrofe occupazionale. Come sindacati siamo profondamente preoccupati e invitiamo le istituzioni ad istituire un tavolo permanente per capire modi e tempi su cosa lavorare. Perdere il quasi 23 per cento dell'occupazione in una provincia come quella agrigentina dove il lavoro rimane per molti un'utopia è da evitare a qualsiasi costo. Abbiamo assistito da anni alla fuga dei cervelli, tanti giovani che emigrano e paesi che si svuotano, non possiamo permetterci ancora di osservare in maniera superficiale questi fenomeni. Puntare molto sul turismo perché è una normale vocazione del territorio, ma ci sono altri settori dove si possono creare nuovi posti di lavoro. Non possiamo permetterci di vedere i nostri centri sempre più svuotati".

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