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Mercoledì, 18 Maggio 2022
Economia

Agricoltura, cibo e territorio”, da Agrigento nasce la rete delle città Bio Slow

Nell’ambito del convegno tenutosi allo Spazio Temenos, l’annuncio del nuovo progetto: “La sfida del cibo comincia adesso, dobbiamo puntare sul biologico ed essere consumatori attenti”

Parte da Agrigento la creazione di una rete delle "Città bio-slow", che uniscono il biologico ai principi dello "slow food", il cibo "lento". 

L'annuncio è arrivato al termine del convegno “Agricoltura, cibo e Territorio”, tenutosi allo spazio Temenos di Agrigento e patrocinato dall’Ordine degli Agronomi e dei Dottori Forestali di Agrigento, dal distretto del cibo Bio Slow Pane e Olio e dalla rete dei distretti Bio Slow, che ha fornito importanti indicazioni ai tanti studenti arrivati dal liceo Classico e Musicale “Empedocle” di Agrigento presenti all’evento.

La creazione della rete è una proposta avanzata dal sindaco della cittadina di Escolca, zona rurale della Sardegna, e subito sposata dal vicesindaco di Marineo, Carlo Greco. Il progetto ha già diverse adesioni e verrà realizzato a breve. 

La manifestazione, organizzata dall’ ATS “Bio&Slow” (Azienda agricola Muxarello di Ciulla Salvatore, Azienda agricola Collura Giorgio, Bio Di Loro Società agricola semplice, Azienda agricola Filì di Buscemi Viviana, Bioherb srl) ha analizzato lo stato dell’agricoltura biologica e il suo impatto sul territorio, con relatori specialistici che si sono alternati sul palco e in collegamento da tutta Italia per parlare dei diversi aspetti dell’agricoltura biologica e del cibo.

“Siamo immersi in emergenze tutte concatenate tra di loro – ha spiegato Ignazio Garau, presidente Italia Bio e vicepresidente della Consulta nazionale dei distretti del cibo – quella sanitaria, quella climatica e quella economico-sociale. Queste nascono dall’incapacità che tutti noi abbiamo come società di relazionarci in maniera corretta con l’ecosistema con il quale viviamo. Siamo al cambiamento di un’epoca e quindi dobbiamo cambiare paradigmi e riferimenti, adottando modelli improntati alla sostenibilità”.

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