Bando Periferie, la Uil: "Gli investimenti devono partire, la città è al collasso"

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di AgrigentoNotizie

La Uil di Agrigento interviene dopo le ultime polemiche che hanno interessato il Comune di Agrigento e il Governo nazionale sul bando periferie . Riteniamo altamente offensive le ulteriori polemiche su recensioni relative al modo di operare di imprenditori  turistici agrigentine soprattutto per chi opera nel territorio con considerazioni che non rispecchiano la realtà.

“Non possiamo non sottolineare che c’è delusione sul fatto che il bando periferie si sia bloccato. Si trattava di un’occasione di sviluppo concreta per rimettere in moto l’economia locale e far ripartire gli investimenti con opere di riqualificazione urbana dal centro storico alle periferie dopo 40 anni di immobilismo. Il tutto sembra per una serie di incongruenze da parte del governo che sta penalizzando la città di Agrigento, che ha bisogno di investimenti come il pane, e per questo la Uil rimane ferma che la soluzione politica ai finanziamenti deve essere trovata dal governo. Infatti il congelamento con il milleproroghe non può essere accettato, anche perché le convenzioni con i 330 comuni e il visto della corte dei conti erano i passaggi decisivi per sbloccare i 33 milioni di investimenti che per Agrigento significano sviluppo, occupazione, economia miglioria generale di una città che stenta a crescere. Non si può tergiversare o eventualmente spostare i fondi per altre operazioni che non hanno nulla a che vedere con il bando in essere, ed anche eventualmente i vizi di costituzionalità possono essere superati se si innesta quel meccanismo di mutuo soccorso tra Governo ed enti locali che negli ultimi anni è mancato.

Si è creato una frattura a prescindere dai governi in carica con i Sindaci che non ha guardato allo sviluppo delle comunità ma solo ai tagli dei trasferimenti e ha aggravato la situazione finanziaria dei comuni oggi in gran parte a rischio default e con pochissimi investimenti sul territorio e facendo leva sull’innalzamento dei tributi locali per tamponare la spesa corrente.

Da questo schema si può uscire se realmente si guarda ai territori e alle loro esigenze spingendo  a progetti di sviluppo sano, tant’è vero che questo progetto ha impiegato un iter lunghissimo per arrivare a conclusione e adesso si congelano i fondi al 2020. Questo modo di operare va cambiato,non possiamo più tirare alle lunghe e Agrigento e tutte le città del sud che sono in ginocchio non possono rimanere la periferia dello stivale. Si deve cambiare atteggiamento e l’azione di governo deve essere d’ausilio ai territori non di contrapposizione, così si esasperano i toni e si crea insicurezza e scarso senso verso le Istituzioni .
 

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