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Sabato, 21 Maggio 2022
Economia

Appalti pubblici, la denuncia dell’Ance: “Le ditte propongono ribassi esagerati che sfiorano il 50 per cento”

L’intervento del presidente provinciale Carmelo Salamone: “Se è possibile ottenere una riduzione di questo tipo, vuol dire che mancano i controlli”

“Ci sono ditte edili che propongono ribassi di quasi il 50 per cento. Qualcosa non quadra”: l’allarme arriva dalla sezione provinciale dell’Associazione nazionale costruttori edili.

Ad intervenire è stato il presidente Carmelo Salamone: “Se è possibile ottenere una riduzione di questo tipo dei costi, nonostante gli aumenti - spiega - significa che gli importi possono essere ridotti o mancano i controlli. Se ci sono ditte così scriteriate da essere in grado di offrire un ribasso di quasi il 50 per cento sul costo degli appalti pubblici, significa che chi deve controllare non fa il suo lavoro per incapacità o, peggio, per totale mancanza d’impegno oppure che i prezzi inseriti negli appalti, derivanti dal tariffario regionale, sono esageratamente superiori a quanto dovrebbero essere”.

Salamone entra poi nei dettagli tecnici: “Nonostante il costo delle materie prime sia schizzato alle stelle, tanto che il Governo è dovuto intervenire con un apposito capitolo di spesa per supportare le imprese; nonostante vi sia un tetto minimo per il costo della manodopera; nonostante misure assolutamente dannose per le aziende come l’anticipazione dell’Iva con lo split Payment e vi siano dei tetti che individuano la soglia di anomalia delle offerte, i dati degli appalti in Sicilia ci dicono che ancora oggi vengono aggiudicati bandi pubblici con un ribasso che arriva anche a quote del 46 per cento. Da imprenditore, prima ancora che come presidente provinciale di Ance, non riesco a comprendere in che modo si riesca a fare profitto e coprire i costi per l’acquisto delle materie prime, per pagare i lavoratori e, ancora, metterli nelle condizioni di lavorare in sicurezza.

La verità dei fatti - continua Salamone - è che c’è chi continua ad approfittarsi delle pieghe, anzi, delle piaghe del sistema e chi, tra coloro che dovrebbero essere deputati al controllo, semplicemente fa finta di nulla. Un mix che non solo danneggia gli imprenditori più rispettosi delle regole, ma rischia di provocare danni con lavori che vengono interrotti a metà o realizzati al risparmio con conseguenti pericoli per i cittadini. La domanda che ci poniamo, volendo essere provocatori ma anche conseguenti logicamente ai fatti, è: se è possibile offrire un ribasso della metà degli importi stanziati, perché non tagliare le somme stanziate e utilizzarle per effettuare altri lavori? Ma soprattutto, perché si continuano ad attuare misure che non vengono in nessun modo discusse con i rappresentanti delle categorie?”.

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