Matrimoni rinviati a causa del virus, in crisi il settore del wedding: "Calo fatturati fino al 100%"

Martina Imbergamo, delegata per la regione Sicilia dell'associazione 'Noi Sì': "Il 90% delle cerimonie sono state rinviate al 2021 e questo comporterà un mancato guadagno delle attività che non potranno saldare la merce acquistata, la rimanenza di svariati capi da cerimonia, in pratica un tracollo economico che solo in periodo di guerra sarebbe immaginabile"

Quella data l'avevano fissata - programmata e sognata - da tempo. Il Coronavirus ha però mandato per aria ogni possibilità di rendere concreto il sogno. Non secondo tradizione almeno. Aumentano i matrimoni che vengono rinviati a causa della pandemia e il settore del wedding, che a marzo e aprile ha registrato un calo dei fatturati tra il 50 e il 100%, è ormai in ginocchio. E' ormai compromessa una delle stagioni più importanti dell’anno e le prospettive per l’immediato futuro non sono rosee per wedding planner, fioristi, service, allestimenti, agenzie eventi, catering, noleggi, agenzie di viaggi, abiti sposa e cerimonia, catering, dimore, sale ricevimenti, pub, discoteche, e agenzie di spettacoli.

Si tratta - nell'Agrigentino come nel resto della penisola, di "un indotto che coinvolge tante figure professionali che, in questo preciso istante, sono devastate da un fatturato che prevede numeri ad una sola cifra, esattamente lo zero. E questo comporterà - scrive l'associazione 'Noi Sì', settore abiti da sposa/sposo e cerimonia, di cui è delegata per la regione Sicilia Martina Imbergamo, titolare di 'Blanc atelier sposa' di Favara - inevitabilmente la chiusura di svariate attività con la conseguente perdita del lavoro di migliaia di persone".

L’associazione 'Noi Si' ha evidenziato che il 90% dei matrimoni è stato rinviato al 2021 "e questo comporterà un mancato guadagno delle attività che non potranno saldare la merce acquistata, la rimanenza di svariati capi da cerimonia, in pratica un tracollo economico che solo in periodo di guerra sarebbe immaginabile. Ma in fondo anche questa è una guerra - evidenziano - e per questo lo Stato non può far finta di niente e non aiutare quei soggetti che fino ad oggi sono stati la colonna portante dell’economia, pagando le tasse e dando lavoro, quel lavoro che oggi l’Italia non riesce a garantire".

In alcune realtà isolane - Palermo innanzitutto - è stato già chiesto, dalle associazioni di categoria, al sindaco anche il prolungamento della validità dei documenti “matrimoniali” (così come avvenuto per patenti e carte d'identità) e viene auspicata, cercando di salvare il salvabile, la possibilità di celebrare matrimoni anche la domenica, concordando con il Comune i costi per gli eventuali straordinari del personale dedicato ai servizi di supporto e assistenza.

Attenzione. I matrimoni non sono affatto vietati. Lo sono semmai gli assembramenti che sono di fatto inevitabili in occasione dei festeggiamenti. Ed è proprio questo - l'impossibilità di festeggiare con familiari, amici e conoscenti - che ha determinato, al momento, tantissimi rinvii di date. 

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