Gestione diretta delle risorse idriche, Titano al commissario: "Troppe perplessità"

Il coordinamento si è rivolto al funzionario regionale che dovrà traghettare l'Ati e ha evidenziato una serie di punti da chiarire

Il logo del coordinamento Titano

Gestione diretta e "in solidataria" delle risorse idriche da parte dei comuni cosiddetti "ribelli", il coordinamento Titano scrive al commissario dell'Ati e mette in guarda il funzionario regionale dal rischio di "avallare o approvare atti che appagherebbero i desideri di intere comunità, ma che non sono sostenuti dai requisiti di legge necessari".

La sigla, che riunisce diverse associazioni e movimenti pro acqua pubblica, in particolare evidenzia come ad oggi i 7 comuni che hanno ottenuto il "via libera" alla gestione diretta da parte degli uffici dell'Ati (ma la Regione ha restituito di fatto il potere sulla questione all'Assemblea, e quindi al commissario) siano di fatto sprovvisti dei requisiti richiesti, come "dati misurati di quantitativi di acqua prelevata e dati di acqua fatturata; corretta gestione delle reti fognarie; gestione ottimale degli impianti di depurazione; misuratori di portata in entrata e in uscita dai depuratori; corretti quantitativi di fanghi estratti e correttamente conferiti; piani tariffari in linea con le delibere Arera che ne disciplinino le articolazioni". 

Non solo, ma Titano evidenzia come il possesso dei requisiti deve avere data precedentemente al riconoscimento degli stessi, "e non dopo, in quanto tale ulteriore dilazione non è stata contemplata da nessuna norma di legge".

"Sono stati effettuati tutti questi controlli e queste verifiche prima di immaginare di concedere questi benefici ai comuni? - si chiedono -? Noi crediamo di no. Ci è incomprensibile immaginare come si sia potuta avallare in via preliminare l’esistenza di un uso efficiente della risorsa idrica quando la maggior parte dei comuni ai quali è stata concessa la gestione autonoma è oggetto di infrazione comunitaria per la non corretta depurazione, e per l’assenza totale o parziale dei registri di carico e scarico dei fanghi estratti e conferiti - concludono rivolti al commissario -. Oppure ancora, come abbiano potuto tutelare il corpo idrico alcuni comuni in assenza di adeguati contatori alle fonti e alle utenze. Su questi e altri punti ci dichiariamo disponibili a supportarLa per i futuri adempimenti ai quali verrà chiamata".

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