Sabato, 25 Settembre 2021
Cronaca

Covid, la Sicilia in extremis evita la zona gialla? Come si è arrivati al "colpo di scena"

Secondo fonti ministeriali, l'isola, anche se per pochi decimali, avrebbe i numeri per restare 'bianca': sta cercando di evitare maggiori restrizioni anche aumentando i posti letto disponibili e proprio la volatilità di questo dato rende difficile fare previsioni

L'Italia, a differenza di quanto ci si attendeva, dovrebbe restare tutta zona bianca. Niente zona gialla, la Sicilia in extremis dovrebbe evitare le regole Covid più restrittive che in caso di 'retrocessione' scatterebbero dal 23 agosto. Il monitoraggio dell'Iss e la cabina di regia delineano oggi il quadro del paese alle prese con la variante delta e i contagi da coronavirus. Attesa per le decisioni ufficiali.

Ieri una giornata da 7.260 nuovi contagi, con altri 55 morti registrati e un totale di 128.634 vittime da inizio emergenza. Sono stati eseguiti 206.531 tamponi, con un tasso positività che sale al 3,5% (mercoledì era al 3,1%). In aumento le persone ricoverate in ospedale con sintomi che sono 3.627 (il giorno prima 3.559), con un aumento di 68 persone rispetto al 18 agosto mentre sono 460 i ricoverati in terapia intensiva (+18), con 40 ingressi nelle ultime 24 ore. Sono 4.204.869 i guariti (+5.465) e 130.502 gli attualmente positivi (+1.720 ).

Zona bianca fino al 30 agosto in tutte le regioni?

Occhi puntati sulla Sicilia, in bilico in attesa del verdetto e detentrice del primato di giornata (come spesso ultimamente) con 1.377 contagi su 16.265 tamponi processati. Secondo fonti ministeriali, riprese dalle agenzie, l'isola, anche se per pochi decimali, avrebbe comunque i numeri per restare 'bianca'. L'abbiamo definito "il trucco per non finire in zona gialla", ma va spiegato bene. La Regione Sicilia, non da oggi, sta cercando di evitare maggiori restrizioni anche aumentando i posti letto disponibili e proprio la volatilità di questo dato rende difficile fare previsioni. Oggi ne sapremo di più. Secondo le voci critiche non sempre ci sarebbe una valutazione razionale del personale ospedaliero specializzato realmente disponibile in terapia intensiva: in teoria infatti basta "attaccare" un ventilatore a un letto già disponibile (senza preoccuparsi di avere un numero sufficiente di anestesisti-rianimatori o operatori socio sanitari) per aumentare di una unità i posti in terapia intensiva. Ma a fare fede sono i numeri cominicati a Roma.

In teoria il decreto che ha modificato i criteri per i cambi colore non prevede l'utilizzo di numeri ballerini. Contare dall'oggi al domani come posti liberi in TI anche i posti non attivati ma attivabili non si può fare. Secondo il decreto legge Covid 105/2021, i posti letto comunicati direttamente "a Roma" dalle Regioni, e usati la settimana precedente, non dovrebbero cambiare per almeno un mese. Se si farà riferimento al numero di posti letto (probabilmente più alto di quanto immaginato, ma il numero non è stato comunicato apertamente e pubblicamente, quindi si parla di stime) in rianimazione comunicato alla cabina di regia a inizio agosto e aggiornabile solo mese per mese, per pochi decimali la Sicilia resterà bianca.

Nei mesi scorsi per il calcolo delle percentuali di occupazione dei posti letto, si considerava quasi sempre il dato del martedì: ma è una prassi, non una regola. In vista del monitoraggio di oggi, la Cabina di Regia potrebbe decidere di valutare dati di 24-48 ore prima o dopo. Quindi occorre attendere fino all'ultimo.

I dati Agenas sono già da zona gialla

La Sicilia in zona bianca sarebbe un risultato diverso rispetto a quello prodotto dai dati dell'Agenzia per i servizi sanitari regionali (Agenas) aggiornati alle 18.24 di ieri, 19 agosto. La Sicilia, infatti, in base al bollettino ha raggiunto quota 11% dopo essere stata negli ultimi due giorni stabile sul 'tetto' del 10%. Per quanto riguarda i ricoveri Covid in area non critica, la regione resta ferma al 17%, superando così di 2 punti percentuali la soglia massima stabilita al 15% per il cambio di colore.

Solo ieri Antonello Maruotti, ordinario di Statistica all'università Lumsa e cofondatore dello StatiGroup19, gruppo di studi statistici sul Covid, ieri ipotizzava addirittura per la Sicilia la zona arancione all'orizzonte: "I ricoveri in terapia intensiva sono più che raddoppiati nelle ultime due settimane. Inoltre, continua a crescere anche il peso delle terapie intensive sul totale delle degenze". Dunque, secondo Maruotti, "la gravità dei ricoveri è maggiore rispetto ai giorni scorsi". 

Se la Sicilia resterà bianca, il giallo sembra inevitabile tra 7 giorni. Ma a questo punto, avere certezze è complesso.

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Grafico: Vittorio Nicoletta/Twitter

Osservata speciale anche la Sardegna che, con un ulteriore lieve aumento, è salita al 10% di occupazione dei reparti di terapia intensiva, da parte di pazienti Covid-19, attestandosi così proprio sulla soglia massima fissata dai nuovi parametri per il passaggio alla zona gialla. Nei precedenti due giorni, la regione era stata stabile al 9% dopo aver oscillato tra il 10 e l'11% per quasi due settimane. Per quanto riguarda i ricoveri Covid in area non critica, la Sardegna è salita all'11%, dopo due giorni al 10%, rimanendo comunque sotto la soglia stabilita al 15% per il cambio di colore. Salgono anche i parametri della Calabria che tocca il 7% nelle intensive (+1%) e il 16% (oltre la soglia prevista del 15% dai nuovi parametri) nei reparti. In Toscana alta incidenza, ma gli ospedali reggono.

I parametri per il passaggio di colore sono tre: il tasso di occupazione sia di terapie intensive sia di reparti ordinari deve oltrepassare rispettivamente il 10% e 15%,ma non basta. Per entrare in una fascia con maggiori restrizioni anche l’incidenza settimanale dei contagi deve essere superiore ai 50 casi ogni centomila abitanti.

E le altre Regioni?

Occhi puntati anche sulla Provincia Autonoma di Bolzano, che dopo essere rimasta su un plateau per circa 3 settimane, ha subito un aumento di circa il 75% del valore dell'incidenza di positivi nella settimana scorsa. L'occupazione delle terapie intensive è all'1% e tra il 4 e il 5% quella dei posti ordinari seppure in accelerazione. La Provincia Autonoma di Trento, dopo aver raggiunto il massimo 25 giorni fa circa, ha interrotto il calo dei contagi 14 giorni fa e da allora cresce in modo lineare con un aumento tra la settimana scorsa rispetto alla precedente di circa il 40%. Tranquilla comunque la situazione dal punto di vista sanitario con occupazione in terapia intensiva inferiore al 2.5% e al 4% nei reparti ordinari, seppure in crescita lineare. Senza superamento della soglia di carico ospedaliero, non si finisce in zona gialla.

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