Sabato, 16 Ottobre 2021
Cronaca

Il Cga ha deciso: non verrà demolita la villa Aiazzi dell'ex sindaco Calogero Sodano

I giudici amministrativi hanno ritenuto adesso inammissibile il ricorso presentato da Legambiente contro una precedente sentenza dei giudici amministrativi favorevole alla famiglia dell'ex senatore

Si è chiusa dinnanzi alla giustizia amministrativa la lunga querelle connessa alla Villa Aiazzi, della famiglia dell'ex sindaco di Agrigento - e già senatore  - Calogero Sodano. Il bene, hanno deciso adesso i giudici del Cga, non verrà demolito.

Tutto parte, come si ricorderà, da alcune denunce presentate da Legambiente negli anni scorsi che denunciavano le modifiche apportate alla volumetria della struttura, costruita in zona A. In seguito a queste la Soprintendenza ai Beni culturali di Agrigento ed il Comune di Agrigento avevano revocato, in autotutela, rispettivamente, il nulla osta e la concessione edilizia rilasciati a Clelia Aiazzi, suocera dell'ex sindaco. Contro questi atti aveva fatto appello la famiglia Sodano, difesa dagli avvocati Girolamo Rubino e Guido Corso, e il Cga, già nel 2017, gli aveva dato ragione ritenendo che dovessero essere revocati sostenendo che la sagoma del nuovo fabbricato ricalcasse pedissequamente quella del fabbricato preesistente e che il volume del fabbricato originario non si discostasse da quello autorizzato dalla Soprintendenza. 
Legambiente, tuttavia, ha ritenuto di presentare ricorso per revocazione della sentenza del Cga, lamentando un "contrasto tra la medesima sentenza e il pregresso giudicato penale formatosi tra le stesse parti con riguardo all’abusività dell’opera e alla sua demolizione con ripristino dei luoghi, sia un presunto errore di fatto nel quale sarebbero incorsi i giudici amministrativi nel valutare il materiale  probatorio acquisito al giudizio".

"La villa di famiglia non era abusiva", Sodano non dovrà risarcire Legambiente

Un ricorso ritenuto adesso inammissibile dal Cga, che ha ritenuto, dice la difesa della famiglia Sodano "insussistente il contrasto con il precedente giudicato penale, non essendo ipotizzabile il contrasto di una sentenza amministrativa con una sentenza penale meramente processuale, quale è quella di non doversi procedere per intervenuta prescrizione dei reati contravvenzionali ascritti agli imputati resa dalla Corte d’Appello di Palermo".

Il Cga: "Non andrà demolita la villa dell'ex sindaco Calogero Sodano"

Va aggiunto, nella complessa e lunga vicenda, che già nel febbraio del 2020 i giudici della terza sezione civile della Corte di appello di Palermo avevano annullato la condanna decisa in primo grado dal tribunale di Agrigento che aveva imposto all'ex sindaco Calogero Sodano di pagare un risarcimento di 35 mila euro a Legambiente. Sodano, rappresentato e difeso dall'avvocato Roberto Gambino, era stato citato dall'associazione ambientalista che si riteneva danneggiata dalla realizzazione di alcuni abusi edilizi nella villa di famiglia dell'ex sindaco ed ex senatore. la di famiglia non era abusiva", Sodano non dovrà risarcire Legambiente""L’organo giurisdizionale amministrativo - scrivevano i giudici - all’esito di una complessiva e puntuale disamina di tutti gli elementi probatori (perizie, aerofotogrammetrie, titoli di proprietà, documenti catastali, fotografie) afferenti i luoghi, ha infine acclarato che “le opere realizzate dalla ditta appellante sull’edificio controverso possono reputarsi conformi alle prescrizioni edilizie vigenti nell’area di insediamento”.

 
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